L'ASCOLTO || LA "LECTIO DIVINA" || L'OBBEDIENZA || L'UMILTA' || LA PREGHIERA || 
LA POVERTA'
|| IL LAVORO || IL SILENZIO || LA DISCREZIONE || LA CONVERSIONE || 
LA SACRA SCRITTURA
||
I SALMI || L'AMORE DI CRISTO || LA PUREZZA DI CUORE || LA MORTE ||
 
L'UOMO || L'ASCESI || LA TRISTEZZA || LA VECCHIAIA || LA PACE || LA RICERCA DI DIO  || LA LITURGIA

L'ASCOLTO

Prologo della Regola: " Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno, in modo che tu possa tornare attraverso la solerzia dell'obbedienza a Colui dal quale ti sei allontanato per l'ignavia della disobbedienza. "

Dammi, Signore, un cuore che ascolta (1 Re 3, 9); Tratto dal libro "Un coeur qui écoute" di Soeur Jeanne d'Arc, o.p. - Les Editions du Cerf (Traduzione libera)


LA "LECTIO DIVINA"

Capitolo IV - Gli strumenti delle buone opere" 55. -Ascoltare volentieri la lettura della parola di Dio,..."

Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano: "1.  - L'ozio è nemico dell'anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio. " 

Excursus sulla LECTIO DIVINA - Estratto da "Appunti sulla Regola di S. Benedetto" di D. Lorenzo Sena, OSB. Silv. - pubblicato sul sito Web del Monastero S. Vincenzo di Bassano Romano (VT) (http://sanvincenzo.silvestrini.org)

 


L'OBBEDIENZA

Prologo della Regola: " Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno, in modo che tu possa tornare attraverso la solerzia dell'obbedienza a Colui dal quale ti sei allontanato per l'ignavia della disobbedienza."

Cap. V - L'obbedienza: " Il segno più evidente dell'umiltà è la prontezza nell'obbedienza. Questa è caratteristica dei monaci che non hanno niente più caro di Cristo...Ma questa obbedienza sarà accetta a Dio e gradevole agli uomini, se il comando ricevuto verrà eseguito senza esitazione, lentezza o tiepidezza e tantomeno con mormorazioni o proteste, perché l'obbedienza che si presta agli uomini è resa a Dio, come ha detto lui stesso: "Chi ascolta voi, ascolta me".

Capitolo LVIII - Le obbedienze impossibili - "Anche se a un monaco viene imposta un'obbedienza molto gravosa, o addirittura impossibile a eseguirsi, il comando del superiore dev'essere accolto da lui con assoluta sottomissione e soprannaturale obbedienza... e obbedisca per amore di Dio, confidando nel Suo aiuto."

Bonum obedientiae (Il bene dell'obbedienza); Tratto dal libro "Cristo Ideale del Monaco" di Don Columba Marmion O.S.B. - Scritti monastici - Monaci Benedettini di Praglia


L'UMILTA'

Cap. VII - L'umiltà: " La sacra Scrittura si rivolge a noi, fratelli, proclamando a gran voce: "Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato". Così dicendo, ci fa intendere che ogni esaltazione è una forma di superbia, dalla quale il profeta mostra di volersi guardare quando dice: "Signore, non si è esaltato il mio cuore, né si è innalzato il mio sguardo, non sono andato dietro a cose troppo grandi o troppo alte per me. "

L'umiltà di Dio; Tratto dal libro "Il Signore" di Romano Guardini - Soc. Ed. Vita e Pensiero


LA PREGHIERA

Capitolo XVI - La celebrazione dei divini Offici durante le ore del giorno: "Sette volte al giorno ti ho lodato, dice il profeta. Questo sacro numero di sette sarà adempiuto da noi, se assolveremo i doveri del nostro servizio alle Lodi, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, a Vespro e Compieta..."

Capitolo XX - La riverenza nella preghiera: " Perciò la preghiera dev'essere breve e pura, a meno che non venga prolungata dall'ardore e dall'ispirazione della grazia divina. "

Vox sponsae (La voce della sposa) e L'orazione ; Tratto dal libro "Cristo, vita dell'anima" di Don Columba Marmion O.S.B. - Soc. Ed. Vita e Pensiero


LA POVERTA'

Capitolo XXXIII - Il "vizio" della proprietà: "Nel monastero questo vizio dev'essere assolutamente stroncato fin dalle radici, ....   «Tutto sia comune a tutti», come dice la Scrittura, e «nessuno dica o consideri propria qualsiasi cosa»."

Capitolo LV - Gli abiti e le calzature dei monaci: "Ma, per strappare fin dalle radici questo vizio della proprietà, l'abate distribuisca tutto il necessario..., in modo da togliere ogni pretesto di bisogno. In questo, però, deve sempre tener presente quanto è detto negli Atti degli Apostoli e cioè che "Si dava a ciascuno secondo le sue necessità". Quindi prenda in considerazione le particolari esigenze dei più deboli, anziché la malevolenza degli invidiosi."

La povertà (conclusione); Tratto dal libro "Les pauvres que Dieu aime" (I poveri che Dio ama) di A. Gelin P.S.S. - Les Éditions du Cerf (Traduzione libera)


IL LAVORO

Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano: "L'ozio è nemico dell'anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio. ..... Ma se le esigenze locali o la povertà richiedono che essi si occupino personalmente della raccolta dei prodotti agricoli, non se ne lamentino, perché i monaci sono veramente tali, quando vivono del lavoro delle proprie mani come i nostri padri e gli Apostoli. Tutto però si svolga con discrezione, in considerazione dei più deboli. ..."

Capitolo LVII - I monaci che praticano un'arte o un mestiere: "Se in monastero ci sono dei fratelli esperti in un'arte o in un mestiere, li esercitino con la massima umiltà, purché l'abate lo permetta... "affinché in ogni cosa sia glorificato Dio". "

Travail ( Lavoro); a cura di Jacques Guillet S.J. e Paul de Surgy - Tratto dal libro "Vocabulaire de Théologie biblique" - Les Éditions du Cerf - (Traduzione libera)


IL SILENZIO E IL RACCOGLIMENTO

Capitolo VI - L'amore del silenzio: "Facciamo come dice il profeta: "Ho detto: Custodirò le mie vie per non peccare con la lingua; ho posto un freno sulla mia bocca, non ho parlato, mi sono umiliato e ho taciuto anche su cose buone"..., il dovere del discepolo è di tacere e ascoltare."

Capitolo LII - La chiesa del monastero: "La chiesa sia quello che dice il suo nome, quindi in essa non si faccia né si riponga altro. Alla fine dell'Ufficio divino escano tutti in perfetto silenzio e con grande rispetto per Dio.."

Capitolo XIX - La partecipazione interiore all'Ufficio divino: "... partecipiamo alla salmodia in modo tale che l'intima disposizione dell'animo si armonizzi con la nostra voce."

Il silenzio e il raccoglimento; Tratto dal libro "Il testamento di Gesù" di Romano Guardini - Soc. Ed. Vita e Pensiero


LA DISCREZIONE

Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano: ".... Tutto però si svolga con discrezione, in considerazione dei più deboli."

Capitolo LXIV - L'elezione dell'abate: "... proceda con discernimento e moderazione, tenendo presente la discrezione del santo patriarca Giacobbe,...  Seguendo questo e altri esempi di quella discrezione che è la madre di tutte le virtù, disponga ogni cosa in modo da stimolare le generose aspirazioni dei forti, senza scoraggiare i deboli."

La discrezione; Tratto dal libro "Conferenze spirituali " di G. Cassiano - Edizioni Paoline

 


LA CONVERSIONE

Prologo: "... Ed è proprio per permetterci di correggere i nostri difetti che ci vengono dilazionati i giorni di questa vita secondo le parole dell'Apostolo: "Non sai che con la sua pazienza Dio vuole portarti alla conversione?" ... ".

Capitolo VII - L'umiltà: "... perché è misericordioso e aspetta la nostra conversione, ... ".

Capitolo LVIII - Norme per l'accettazione dei fratelli: "... Al momento dell'ammissione faccia in coro, davanti a tutta la comunità, solenne promessa di stabilità, conversione continua e obbedienza, ... "

La conversione; Tratto dal libro "Le confessioni " di Sant'Agostino - Edizioni Rizzoli


LA SACRA SCRITTURA

Capitolo IV - Gli strumenti delle buone opere: "... Ascoltare volentieri la lettura della parola di Dio.... "

Capitolo IX - I salmi dell'Ufficio notturno: "...Quanto ai libri da leggere nell'Ufficio vigilare, siano tutti di autorità divina, sia dell'antico che del nuovo Testamento, compresi i relativi commenti, scritti da padri di sicura fama e genuina fede cattolica."

Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano: "L'ozio è nemico dell'anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio..."

Capitolo LIII - L'accoglienza degli ospiti: "... Si legga all'ospite un passo della sacra Scrittura, per sua edificazione, e poi gli si usino tutte le attenzioni che può ispirare un fraterno e rispettoso senso di umanità..."

Capitolo LXXIII - La modesta portata di questa regola: "...C'è infatti una pagina, anzi una parola, dell'antico o del nuovo Testamento, che non costituisca una norma esattissima per la vita umana?..."O esiste un'opera dei padri della Chiesa che non mostri chiaramente la via più rapida e diretta per raggiungere l'unione con il nostro Creatore?..."

La Sacra Scrittura; Tratto dal "Catechismo della Chiesa Cattolica" Edizioni Piemme


I SALMI

Capitolo XVIII - L'ordine dei salmi nelle ore del giorno

22. Ci teniamo però ad avvertire che, se qualcuno non trovasse conveniente tale distribuzione dei salmi, li disponga pure come meglio crede, 23. purché badi bene di fare in modo che in tutta la settimana si reciti l'intero salterio di centocinquanta salmi e con l'Ufficio vigiliare della domenica si ricominci sempre da capo. 24. Infatti i monaci, che in una settimana salmeggiano meno dell'intero salterio con i cantici consueti, danno prova di grande indolenza e fiacchezza nel servizio a cui sono consacrati, 25. dato che dei nostri padri si legge che in un sol giorno adempivano con slancio e fervore quanto è augurabile che noi tiepidi riusciamo a eseguire in una settimana.

Capitolo XIX - La partecipazione interiore all'Ufficio divino

1. Sappiamo per fede che Dio è presente dappertutto e che "gli occhi del Signore guardano in ogni luogo i buoni e i cattivi", 2. ma dobbiamo crederlo con assoluta certezza e senza la minima esitazione, quando prendiamo parte all'Ufficio divino. 3. Perciò ricordiamoci sempre di quello che dice il profeta: "Servite il Signore nel timore" 4. e ancora: "Lodatelo degnamente" 5. e ancora: " Ti canterò alla presenza degli angeli". 6.Consideriamo dunque come bisogna comportarsi alla presenza di Dio e dei suoi Angeli 7. e partecipiamo alla salmodia in modo tale che l'intima disposizione dell'animo si armonizzi con la nostra voce.

Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano

13. Dopo il pranzo si dedichino alla lettura personale o allo studio dei salmi.

I Salmi; Introduzione a cura di Enzo Bianchi - Tratto da "La Bibbia" Ed. Mondadori

 


L'AMORE DI CRISTO

Capitolo IV - Gli strumenti delle buone opere: "Prima di tutto amare il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze; poi il prossimo come se stesso....Rinnegare completamente se stesso. per seguire Cristo;.... Rendersi estraneo alla mentalità del mondo; non anteporre nulla all'amore di Cristo...pregare per i nemici nell'amore di Cristo."

Capitolo V - L'obbedienza: " Il segno più evidente dell'umiltà è la prontezza nell'obbedienza. Questa è caratteristica dei monaci che non hanno niente più caro di Cristo... E' di loro che il Signore dice: " Appena hai udito, mi hai obbedito", mentre rivolgendosi ai superiori dichiara: "Chi ascolta voi, ascolta me"."

Capitolo LXIII - L'ordine nella comunità: "...L'abate poi sia chiamato "signore" e "abate", non perché si sia arrogato da sé un tale titolo, ma in onore e per amore di Cristo del quale sappiamo per fede che egli fa le veci. Da parte sua, però, rifletta sull'onore che gli viene tributato e se ne dimostri degno."

Capitolo LXXII - Il buon zelo delle buone opere: "...si portino a vicenda un amore fraterno e scevro da ogni egoismo; temano filialmente Dio; amino il loro abate con sincera e umile carità; non antepongano assolutamente nulla a Cristo, che ci conduca tutti insieme alla vita eterna."

Il cuore di Cristo ; Tratto dal libro "Cristo nei suoi misteri" di Don Columba Marmion O.S.B. - Ed. Mariotti


LA PUREZZA DI CUORE

Prologo:  "Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno, in modo che tu possa tornare attraverso la solerzia dell'obbedienza a Colui dal quale ti sei allontanato per l'ignavia della disobbedienza."

 Capitolo VII - L'umiltà: "Quindi, fratelli miei,... Non c'è dubbio che per noi quella discesa e quella salita possono essere interpretate solo nel senso che con la superbia si scende e con l'umiltà si sale. La scala così eretta, poi, è la nostra vita terrena che, se il cuore è umile, Dio solleva fino al cielo;..."

 Capitolo XX - La riverenza nella preghiera: "Bisogna inoltre sapere che non saremo esauditi per le nostre parole, ma per la purezza del cuore e la compunzione che strappa le lacrime. Perciò la preghiera dev'essere breve e pura, a meno che non venga prolungata dall'ardore e dall'ispirazione della grazia divina."

Puritas cordis; Tratto dal libro "Vita nel silenzio" di Thomas Merton – Ed. Morcelliana


LA MORTE

Prologo:  " Venite, figli, ascoltatemi, vi insegnerò il timore di Dio.
Correte, finché avete la luce della vita, perché non vi colgano le tenebre della morte"...

 Capitolo IV - Gli strumenti delle buone opere: " ...- anelare con tutta l'anima alla vita eterna, - prospettarsi sempre la possibilità della morte. ..."

L'entrata in orazione; Articolo di Soeur Jeanne d'Arc o.p. - estratto dalla rivista"Cahiers sur l'Oraison, nov.1958 "  - Ediz. Epiphanie (Traduzione libera)


L'UOMO (L'antropologia della Regola)

Cap. - LXXIII - La modesta portata di questa regola

8 Chiunque tu sia, dunque, che con sollecitudine e ardore ti dirigi verso la patria celeste, metti in pratica con l'aiuto di Cristo questa modestissima Regola, abbozzata come una semplice introduzione, 9 e con la grazia di Dio giungerai finalmente a quelle più alte cime di scienza e di virtù, di cui abbiamo parlato sopra.

L'antropologia della Regola di San Benedetto; Articolo di Bernard Viralode OSB - estratto da"Regulae Benedicti Studia" - Vol I  - Ediz. Gerstenberg Verlag (Libera traduzione)


L'ASCESI

Capitolo IV - Gli strumenti delle buone opere (estratti)

- Rinnegare completamente se stesso. per seguire Cristo;
- Vigilare continuamente sulle proprie azioni,

- Spezzare subito in Cristo tutti i cattivi pensieri che ci sorgono in cuore e manifestarli al padre spirituale.
-
non amare di parlar molto,
- odiare la volontà propria,

Capitolo XLIX - La quaresima dei monaci: Anche se è vero che la vita del monaco deve avere sempre un carattere quaresimale, visto che questa virtù è soltanto di pochi, insistiamo particolarmente perché almeno durante la Quaresima ognuno vigili con gran fervore sulla purezza della propria vita, profittando di quei santi giorni per cancellare tutte le negligenze degli altri periodi dell'anno.

L'ascesi delle fraternità - Tratto da" Come  loro " (La vita religiosa dei Piccoli Fratelli di Padre de Foucauld) - di R. Voillaume -Edizioni Paoline


LA TRISTEZZA

Capitolo XXVII - La sollecitudine dell'abate per gli scomunicati: 1. L'abate deve prendersi cura dei colpevoli ..., inviando in qualità di amici fidati dei monaci anziani e prudenti  3. che quasi inavvertitamente confortino il fratello vacillante e lo spingano a un'umile riparazione, incoraggiandolo perché "non sia sommerso da eccessiva tristezza",...

Capitolo XXXI - Il cellerario del monastero; 18. Nelle ore fissate si distribuisca quanto si deve dare e si chieda quello che si deve chiedere, 19. perchè nessuno si turbi o si rattristi nella casa di Dio. Capitolo XXXV - Il servizio della cucina   3. ... i più deboli siano provveduti di un aiuto, in modo da non dover compiere questo servizio con tristezza;...

Lo spirito della tristezza - Tratto da "Le istituzioni cenobitiche" di Giovanni Cassiano - Edizioni Scritti Monastici - Monaci Benedettini di Praglia


LA VECCHIAIA

Capitolo XXXVI - I fratelli infermi : 1. L'assistenza agli infermi deve avere la precedenza e la superiorità su tutto, in modo che essi siano serviti veramente come Cristo in persona, 2. il quale ha detto di sé: "Sono stato malato e mi avete visitato", 3. e: "Quello che avete fatto a uno di questi piccoli, lo avete fatto a me". 7. Per i monaci ammalati ci sia un locale apposito e un infermiere timorato di Dio, diligente e premuroso. 10. Ma la più grande preoccupazione dell'abate deve essere che gli infermi non siano trascurati dal cellerario e dai fratelli che li assistono, perché tutte le negligenze commesse dai suoi discepoli ricadono su di lui.

Capitolo XXXVII - I vecchi e i ragazzi: 1. Benché la stessa natura umana sia portata alla compassione per queste due età, dei vecchi, cioè, e dei ragazzi, bisogna che se ne interessi anche l'autorità della Regola. 2. Si tenga sempre conto della loro fragilità e, per quanto riguarda i cibi, non siano affatto obbligati all'austerità della Regola, 3. Ma, con amorevole indulgenza, si conceda loro un anticipo sulle ore fissate per i pasti.

«Com'è dolce la vita! » - Tratto da "IL CHIOSTRO" di Kathleen Norris - Arnoldo Mondadori Editore

 


LA PACE

Prologo: Quando poi il Signore cerca il suo operaio tra la folla, insiste dicendo: "Chi è l'uomo che vuole la vita e arde dal desiderio di vedere giorni felici?". Se a queste parole tu risponderai: "Io!", Dio replicherà: "Se vuoi avere la vita, quella vera ed eterna, guarda la tua lingua dal male e le tue labbra dalla menzogna. Allontanati dall'iniquità, opera il bene, cerca la pace e seguila".

Capitolo IV - Gli strumenti delle buone opere: Adempiere quotidianamente i comandamenti di Dio. Amare la castità, non odiare nessuno, non essere geloso, non coltivare l'invidia, non amare le contese, fuggire l'alterigia e rispettare gli anziani, amare i giovani, pregare per i nemici nell'amore di Cristo, nell'eventualità di un contrasto con un fratello, stabilire la pace prima del tramonto del sole.

Capitolo XXXIV - La distribuzione del necessario: "Si distribuiva a ciascuno proporzionatamente al bisogno", si legge nella Scrittura. Con questo non intendiamo che si debbano fare preferenze - Dio ce ne liberi! - ..... e così tutti i membri della comunità staranno in pace.

Consacrazione della chiesa dell'Archicenobio di Montecassino - Omelia del Santo Padre Paolo VI del 24 ott. 1964

 


LA RICERCA DI DIO

Capitolo LVIII - Norme per l'accettazione dei fratelli: 1. Quando si presenta un aspirante alla vita monastica, non bisogna accettarlo con troppa facilità, 2. ma, come dice l'Apostolo: "Provate gli spiriti per vedere se vengono da Dio"... 7. In primo luogo bisogna accertarsi se il novizio cerca veramente Dio, se ama l'Ufficio divino, l'obbedienza e persino le inevitabili contrarietà della vita comune. 8.Gli si prospetti tutta la durezza e l'asperità del cammino che conduce a Dio.

 

Capitolo II - L'Abate: ... 34.ma pensi sempre che si è assunto l'impegno di dirigere delle anime, di cui un giorno dovrà rendere conto 35.e non cerchi una scusante nelle eventuali difficoltà economiche, ricordandosi che sta scritto :"Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in soprappiù" 36.e anche: "Nulla manca a coloro che lo temono".

 

«L'uomo cercatore di Dio» - Tratto da "Apri i tuoi sensi a Dio" di Anselm Grün, O.S.B. - Edizioni San Paolo

 


LA LITURGIA

Capitolo XVI - La celebrazione dei divini Offici durante le ore del giorno: " "Sette volte al giorno ti ho lodato", dice il profeta. Questo sacro numero di sette sarà adempiuto da noi, se assolveremo i doveri del nostro servizio alle Lodi, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, a Vespro e Compieta,.. Dunque in queste ore innalziamo lodi al nostro Creatore "per le opere della sua giustizia" e cioè alle lodi, a Prima, a Terza, a Sesta, a Nona, a Vespro e a Compieta e di notte alziamoci per celebrare la sua grandezza. "

Capitolo XVIII - L'ordine dei salmi nelle ore del giorno: "Ci teniamo però ad avvertire che, se qualcuno non trovasse conveniente tale distribuzione dei salmi, li disponga pure come meglio crede, purché badi bene di fare in modo che in tutta la settimana si reciti l'intero salterio di centocinquanta salmi...  dato che dei nostri padri si legge che in un sol giorno adempivano con slancio e fervore quanto è augurabile che noi tiepidi riusciamo a eseguire in una settimana."

Capitolo XIX - La partecipazione interiore all'Ufficio divino: "Sappiamo per fede che Dio è presente dappertutto...  Perciò ricordiamoci sempre di quello che dice il profeta: "Servite il Signore nel timore" e ancora: "Lodatelo degnamente" e ancora: " Ti canterò alla presenza degli angeli"... e partecipiamo alla salmodia in modo tale che l'intima disposizione dell'animo si armonizzi con la nostra voce."

"L’ OFFICIUM DIVINUM ALL’EPOCA DELLA RIFORMA CAROLINGIA" - a cura di Alceste Catella - Tratto dal libro "L'Anaunia e i suoi martiri" - Bibliotheca Civis - X - Trento 1997

 

 


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16 aprile 2006                a cura di Alberto da Cormano        Grazie dei suggerimenti       alberto@ora-et-labora.net