Perché  

       ORA, "LEGE" et LABORA ?

    Il motto divenuto tradizionale per i Benedettini (ma non c'è nella Regola, né è stato coniato dai monaci, ma applicato ad essi da altri), cioè "ORA et LABORA", passa sotto silenzio la "LECTIO DIVINA", alla quale la Regola di S. Benedetto e tutta la tradizione monastica accordano una particolare attenzione. San Benedetto, stabilendo nel capitolo 48 l'orario del monaco, distribuisce tra il lavoro e la lectio divina il tempo rimasto libero dalla preghiera. Per molto tempo, durante il periodo patristico e l'alto medioevo, la pratica della lectio divina fu continua e molto sentita tra i monaci e fuori; man mano, a partire dal sec. XII, divenne più rara e scomparve del tutto all'epoca del massimo sviluppo della "devotio moderna" (sec. XV), quando la spiritualità trovò una forma di preghiera nuova e l'orazione mentale divenne un esercizio di pietà che non si alimentava più principalmente alla Bibbia. Tutto questo è durato fino al movimento biblico del sec. XX con il ritorno alla S. Scrittura; tra il 1940 e il 1950, con lo sviluppo del movimento liturgico francese, la formula si diffuse di nuovo largamente tra i monaci e fuori.

    Il nostro tempo ha dunque riscoperto l'importanza almeno - se non ancora la pratica abituale e sapienziale - della lectio divina, soprattutto dopo la Costituzione dogmatica "Dei Verbum" sulla divina rivelazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, che è tutta nutrita di termini e di idee fornite dalla tradizione della lectio divina nelle diverse epoche; si può dire che tutta la parte finale della "Dei Verbum" ne raccomandi la pratica. Nelle "Proposte" approvate dal Congresso degli Abati del 1967 ("La vita benedettina"), la lectio divina è presentata come una delle attività principali del monaco, insieme alla preghiera e al lavoro. Così si è tornati - almeno a livello di convinzione - alla triplice articolazione della giornata monastica: PREGHIERA - LECTIO - LAVORO.

    Estratto da "Appunti sulla Regola di S. Benedetto" di D. Lorenzo Sena, OSB. Silv. - pubblicato sul sito Web del Monastero S. Vincenzo di Bassano Romano (VT)  - (http://sanvincenzo.silvestrini.org)


    1) Il quotidiano lavoro manuale - Estratto da “Commentario alla Regola di S. Benedetto” di Paul Delatte O.S.B. - 1913

    2) Excursus sulla lectio divina - Estratto da "Appunti sulla Regola di S. Benedetto" di D. Lorenzo Sena, O.S.B. Silv. - 1980

    3) Luce nelle tenebre - Estratto da “Il fuoco sotto la cenere” di Joan Chittister O.S.B. - 1995

    4) Maria alla lettura di Cristo - Estratto da “La contemplazione di Cristo nel Monachesimo medievale” di Jean Leclercq O.S.B. - 1994

    5) Il libro - Estratto da “I monaci nella civiltà dell'occidente cristiano” di Raymond Oursel

    6) La spiritualità di San Benedetto e il segreto della sua efficacia - Omelia del Card. Angelo Sodano nella Santa Messa in onore di San Benedetto del 21 marzo 1999


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    10 agosto 2004                a cura di Alberto "da Cormano"      alberto@ora-et-labora.net