Isaia - Capitolo 1
I. PRIMA PARTE DI ISAIA
1. ORACOLI ANTERIORI ALLA GUERRA SIRO-EFRAIMITA
Titolo
[1]Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su
Gerusalemme nei giorni di Ozia, di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda.
Contro un popolo ingrato
[2]Udite, cieli; ascolta, terra,
perché il Signore dice:
«Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi
si sono ribellati contro di me.
[3]Il bue conosce il proprietario
e l'asino la greppia del padrone,
ma Israele non conosce
e il mio
popolo non comprende».
[4]Guai, gente peccatrice,
popolo carico
di iniquità!
Razza di scellerati,
figli corrotti!
Hanno abbandonato
il Signore,
hanno disprezzato il Santo di Israele,
si sono voltati
indietro;
[5]perché volete ancora essere colpiti,
accumulando
ribellioni?
La testa è tutta malata,
tutto il cuore langue.
[6]Dalla pianta dei piedi alla testa
non c'è in esso una parte
illesa,
ma ferite e lividure
e piaghe aperte,
che non sono state
ripulite, né fasciate,
né curate con olio.
[7]Il vostro paese è
devastato,
le vostre città arse dal fuoco.
La vostra campagna, sotto i
vostri occhi,
la divorano gli stranieri;
è una desolazione come Sòdoma
distrutta.
[8]E' rimasta sola la figlia di Sion
come una capanna
in una vigna,
come un casotto in un campo di cocomeri,
come una città
assediata.
[9]Se il Signore degli eserciti
non ci avesse lasciato
un resto,
gia saremmo come Sòdoma,
simili a Gomorra.
Contro l'ipocrisia
[10]Udite la parola del Signore,
voi capi
di Sòdoma;
ascoltate la dottrina del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
[11]«Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?»
dice il
Signore.
«Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di
giovenchi;
il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
[12]Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede da voi
che
veniate a calpestare i miei atri?
[13]Smettete di presentare offerte
inutili,
l'incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee
sacre,
non posso sopportare delitto e solennità.
[14]I vostri
noviluni e le vostre feste
io detesto,
sono per me un peso;
sono
stanco di sopportarli.
[15]Quando stendete le mani,
io allontano
gli occhi da voi.
Anche se moltiplicate le preghiere,
io non ascolto.
Le vostre mani grondano sangue.
[16]Lavatevi, purificatevi,
togliete il male delle vostre azioni
dalla mia vista.
Cessate di
fare il male,
[17]imparate a fare il bene,
ricercate la
giustizia,
soccorrete l'oppresso,
rendete giustizia all'orfano,
difendete la causa della vedova».
[18]«Su, venite e discutiamo»
dice il Signore.
«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
[19]Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
[20]Ma se vi ostinate e vi
ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha
parlato».
Lamento su Gerusalemme
[21]Come mai è diventata una prostituta
la città fedele?
Era piena di rettitudine,
la giustizia vi dimorava;
ora invece è piena di assassini!
[22]Il tuo argento è diventato
scoria,
il tuo vino migliore è diluito con acqua.
[23]I tuoi capi
sono ribelli
e complici di ladri;
tutti sono bramosi di regali,
ricercano mance,
non rendono giustizia all'orfano
e la causa della
vedova fino a loro non giunge.
[24]Perciò, oracolo del Signore,
Dio degli eserciti,
il Potente di Israele:
«Ah, esigerò
soddisfazioni dai miei avversari,
mi vendicherò dei miei nemici.
[25]Stenderò la mano su di te,
purificherò nel crogiuolo le tue
scorie,
eliminerò da te tutto il piombo.
[26]Renderò i tuoi
giudici come una volta,
i tuoi consiglieri come al principio.
Dopo,
sarai chiamata città della giustizia,
città fedele».
[27]Sion
sarà riscattata con la giustizia,
i suoi convertiti con la rettitudine.
[28]Tutti insieme finiranno in rovina ribelli e peccatori
e
periranno quanti hanno abbandonato il Signore.
Contro gli alberi sacri
[29]Vi vergognerete delle querce
di
cui vi siete compiaciuti,
arrossirete dei giardini
che vi siete scelti,
[30]poiché sarete come quercia
dalle foglie avvizzite
e come
giardino senza acqua.
[31]Il forte diverrà come stoppa,
la sua
opera come scintilla;
bruceranno tutte e due insieme
e nessuno le
spegnerà.
Isaia - Capitolo 2
La pace perpetua
[1]Ciò che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo
a Giuda e a Gerusalemme.
[2]Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà
eretto sulla cima dei monti
e sarà più alto dei colli;
ad esso
affluiranno tutte le genti.
[3]Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci indichi le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
[4]Egli sarà giudice fra le genti
e sarà arbitro fra molti
popoli.
Forgeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci;
un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si
eserciteranno più nell'arte della guerra.
[5]Casa di Giacobbe, vieni,
camminiamo nella luce del Signore.
Splendore e maestà del Signore
[6]Tu hai rigettato il tuo popolo,
la casa di Giacobbe,
perché rigurgitano di maghi orientali
e di
indovini come i Filistei;
agli stranieri battono le mani.
[7]Il
suo paese è pieno di argento e di oro,
senza fine sono i suoi tesori;
il
suo paese è pieno di cavalli,
senza numero sono i suoi carri.
[8]Il suo paese è pieno di idoli;
adorano l'opera delle proprie
mani,
ciò che hanno fatto le loro dita.
[9]Perciò l'uomo sarà
umiliato,
il mortale sarà abbassato;
tu non perdonare loro.
[10]Entra fra le rocce,
nasconditi nella polvere,
di fronte
al terrore che desta il Signore,
allo splendore della sua maestà,
quando
si alzerà a scuotere la terra.
[11]L'uomo abbasserà gli occhi
orgogliosi,
l'alterigia umana si piegherà;
sarà esaltato il Signore, lui
solo
in quel giorno.
[12]Poiché ci sarà un giorno del Signore
degli eserciti
contro ogni superbo e altero,
contro chiunque si innalza
ad abbatterlo;
[13]contro tutti i cedri del Libano alti ed elevati,
contro tutte le querce del Basan,
[14]contro tutti gli alti
monti,
contro tutti i colli elevati,
[15]contro ogni torre
eccelsa,
contro ogni muro inaccessibile,
[16]contro tutte le navi
di Tarsis
e contro tutte le imbarcazioni di lusso.
[17]Sarà
piegato l'orgoglio degli uomini,
sarà abbassata l'alterigia umana;
sarà
esaltato il Signore, lui solo
in quel giorno
[18]e gli idoli
spariranno del tutto.
[19]Rifugiatevi nelle caverne delle rocce
e
negli antri sotterranei,
di fronte al terrore che desta il Signore
e
allo splendore della sua maestà,
quando si alzerà a scuotere la terra.
[20]In quel giorno ognuno getterà
gli idoli d'argento e gli idoli
d'oro,
che si era fatto per adorarli,
ai topi e ai pipistrelli,
[21]per entrare nei crepacci delle rocce
e nelle spaccature delle
rupi,
di fronte al terrore che desta il Signore
e allo splendore della
sua maestà,
quando si alzerà a scuotere la terra.
[22]Guardatevi
dunque dall'uomo,
nelle cui narici non v'è che un soffio,
perché in
quale conto si può tenere?
Isaia - Capitolo 3
L'anarchia a Gerusalemme
[1]Ecco infatti, il Signore, Dio degli
eserciti,
toglie a Gerusalemme e a Giuda
ogni genere di sostegno,
ogni riserva di pane
e ogni sostentamento d'acqua,
[2]il
prode e il guerriero,
il giudice e il profeta,
l'indovino e l'anziano,
[3]il capo di una cinquantina e il notabile,
il consigliere e il
mago sapiente
e l'esperto di incantesimi.
[4]Io metterò come loro
capi ragazzi,
monelli li domineranno.
[5]Il popolo userà
violenza: l'uno contro l'altro,
individuo contro individuo;
il giovane
tratterà con arroganza l'anziano,
lo spregevole, il nobile.
[6]Poiché uno afferra l'altro
nella casa del padre:
«Tu hai
un mantello: sii nostro capo;
prendi in mano questa rovina!».
[7]Ma quegli si alzerà in quel giorno per dire:
«Non sono un
medico;
nella mia casa non c'è pane
né mantello;
non mi ponete a
capo del popolo!».
[8]Certo, Gerusalemme va in rovina
e Giuda
crolla,
perché la loro lingua e le loro opere sono contro il Signore,
fino ad offendere la vista della sua maestà divina.
[9]La loro
parzialità verso le persone li condanna
ed essi ostentano il peccato come
Sòdoma:
non lo nascondono neppure; disgraziati!
Si preparano il male da
se stessi.
[10]Beato il giusto, perché egli avrà bene,
mangerà il
frutto delle sue opere.
[11]Guai all'empio! Lo colpirà la sventura,
secondo i misfatti delle sue mani avrà la mercede.
[12]Il mio
popolo! Un fanciullo lo tiranneggia
e le donne lo dominano.
Popolo mio,
le tue guide ti traviano,
distruggono la strada che tu percorri.
[13]Il Signore appare per muovere causa,
egli si presenta per
giudicare il suo popolo.
[14]Il Signore inizia il giudizio
con
gli anziani e i capi del suo popolo:
«Voi avete devastato la vigna;
le
cose tolte ai poveri sono nelle vostre case.
[15]Qual diritto avete
di opprimere il mio popolo,
di pestare la faccia ai poveri?».
Oracolo
del Signore, Signore degli eserciti.
Le donne di Gerusalemme
[16]Dice il Signore:
«Poiché si sono
insuperbite le figlie di Sion
e procedono a collo teso,
ammiccando con
gli occhi,
e camminano a piccoli passi
facendo tintinnare gli anelli ai
piedi,
[17]perciò il Signore renderà tignoso
il cranio delle
figlie di Sion,
il Signore denuderà le loro tempie».
[18]In quel giorno il Signore toglierà l'ornamento di fibbie, fermagli
e lunette, [19]orecchini, braccialetti, veli, [20]bende, catenine
ai piedi, cinture, boccette di profumi, amuleti, [21]anelli, pendenti al
naso, [22]vesti preziose e mantelline, scialli, borsette,
[23]specchi, tuniche, cappelli e vestaglie.
[24]Invece di profumo ci sarà marciume,
invece di cintura una
corda,
invece di ricci calvizie,
invece di vesti eleganti uno stretto
sacco,
invece di bellezza bruciatura.
Gerusalemme colpita dalla sventura
[25]«I tuoi prodi cadranno di
spada,
i tuoi guerrieri in battaglia».
[26]Si alzeranno lamenti e
gemiti alle tue porte
e tu, disabitata, giacerai a terra.
Isaia - Capitolo 4
[1]Sette donne afferreranno
un uomo solo, in quel giorno,
e
diranno: «Ci nutriremo del nostro pane
e indosseremo le nostre vesti;
soltanto, lasciaci portare il tuo nome.
Toglici la nostra vergogna».
Il germoglio del Signore
[2]In quel giorno,
il germoglio del
Signore crescerà in onore e gloria
e il frutto della terra
sarà a
magnificenza e ornamento
per gli scampati di Israele.
[3]Chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà
chiamato santo, cioè quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme.
[4]Quando il Signore avrà lavato le brutture delle figlie di Sion e avrà
pulito l'interno di Gerusalemme dal sangue che vi è stato versato con lo spirito
di giustizia e con lo spirito dello sterminio, [5]allora verrà il Signore
su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue assemblee come una nube e come
fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma di notte, perché sopra ogni cosa
la gloria del Signore sarà come baldacchino. [6]Una tenda fornirà ombra
contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro i temporali e contro la
pioggia.
Isaia - Capitolo 5
Il canto della vigna
[1]Canterò per il mio diletto
il mio
cantico d'amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
[2]Egli l'aveva vangata e sgombrata dai
sassi
e vi aveva piantato scelte viti;
vi aveva costruito in mezzo una
torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva,
ma
essa fece uva selvatica.
[3]Or dunque, abitanti di Gerusalemme
e
uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
[4]Che
cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché,
mentre attendevo che producesse uva,
essa ha fatto uva selvatica?
[5]Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia
vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò
il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
[6]La renderò un
deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
[7]Ebbene, la
vigna del Signore degli eserciti
è la casa di Israele;
gli abitanti di
Giuda
la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed
ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di
oppressi.
Maledizioni
[8]Guai a voi, che aggiungete casa a casa
e unite
campo a campo,
finché non vi sia più spazio,
e così restate soli ad
abitare
nel paese.
[9]Ho udito con gli orecchi il Signore degli
eserciti:
«Certo, molti palazzi
diventeranno una desolazione,
grandi
e belli
saranno senza abitanti».
[10]Poiché dieci iugeri di vigna
produrranno solo un bat
e un comer di seme
produrrà
un'efa.
[11]Guai a coloro che si alzano presto al mattino
e vanno in cerca di bevande inebrianti
e si attardano alla sera
accesi in volto dal vino.
[12]Ci sono cetre e arpe,
timpani e
flauti
e vino per i loro banchetti;
ma non badano all'azione del
Signore,
non vedono l'opera delle sue mani.
[13]Perciò il mio
popolo sarà deportato
senza che neppure lo sospetti.
I suoi grandi
periranno di fame,
il suo popolo sarà arso dalla sete.
[14]Pertanto gli inferi dilatano le fauci,
spalancano senza
misura la bocca.
Vi precipitano dentro la nobiltà e il popolo,
il
frastuono e la gioia della città.
[15]L'uomo sarà umiliato, il
mortale sarà abbassato,
gli occhi dei superbi si abbasseranno.
[16]Sarà esaltato il Signore degli eserciti nel giudizio
e il Dio
santo si mostrerà santo nella giustizia.
[17]Allora vi pascoleranno
gli agnelli come nei loro prati,
sulle rovine brucheranno i capretti.
[18]Guai a coloro che si tirano addosso il castigo
con corde da
buoi
e il peccato con funi da carro,
[19]che dicono: «Faccia
presto,
acceleri pure l'opera sua,
perché la vediamo;
si facciano
più vicini e si compiano
i progetti del Santo di Israele,
perché li
conosciamo».
[20]Guai a coloro che chiamano
bene il male e male
il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che
cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.
[21]Guai a coloro che
si credono sapienti
e si reputano intelligenti.
[22]Guai a coloro
che sono gagliardi nel bere vino,
valorosi nel mescere bevande inebrianti,
[23]a coloro che assolvono per regali un colpevole
e privano del
suo diritto l'innocente.
[24]Perciò, come una lingua di fuoco divora
la stoppia
e una fiamma consuma la paglia,
così le loro radici
diventeranno un marciume
e la loro fioritura volerà via come polvere,
perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti,
hanno
disprezzato la parola del Santo di Israele.
La collera del Signore
[25]Per questo è divampato
lo sdegno
del Signore contro il suo popolo,
su di esso ha steso la sua mano per
colpire;
hanno tremato i monti,
i loro cadaveri erano come lordura
in mezzo alle strade.
Con tutto ciò non si calma la sua ira
e la sua
mano resta ancora tesa.
La chiamata degli invasori
[26]Egli alzerà un segnale a un popolo
lontano
e gli farà un fischio all'estremità della terra;
ed ecco verrà
veloce e leggero.
[27]Nessuno fra essi è stanco o inciampa,
nessuno sonnecchia o dorme,
non si scioglie la cintura dei suoi fianchi
e non si slaccia il legaccio dei suoi sandali.
[28]Le sue frecce
sono acuminate,
e ben tesi tutti i suoi archi;
gli zoccoli dei suoi
cavalli sono come pietre
e le ruote dei suoi carri come un turbine.
[29]Il suo ruggito è come quello di una leonessa,
ruggisce come
un leoncello;
freme e afferra la preda,
la pone al sicuro, nessuno
gliela strappa.
[30]Fremerà su di lui in quel giorno
come freme
il mare;
si guarderà la terra: ecco, saranno tenebre, angoscia
e la luce
sarà oscurata dalla caligine.
Isaia - Capitolo 6
2. IL LIBRO DELL'EMMANUELE
Vocazione di Isaia
[1]Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi
il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano
il tempio. [2]Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali;
con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.
[3]Proclamavano l'uno all'altro:
«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.
Tutta la terra è piena
della sua gloria».
[4]Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava,
mentre il tempio si riempiva di fumo. [5]E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e
in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi
hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
[6]Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone
ardente che aveva preso con le molle dall'altare. [7]Egli mi toccò la
bocca e mi disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua
iniquità
e il tuo peccato è espiato».
[8]Poi io udii la voce del
Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi,
manda me!». [9]Egli disse: «Và e riferisci a questo popolo:
Ascoltate pure, ma senza comprendere,
osservate pure, ma senza conoscere.
[10]Rendi insensibile il cuore di questo popolo,
fallo duro
d'orecchio e acceca i suoi occhi
e non veda con gli occhi
né oda con gli
orecchi
né comprenda con il cuore
né si converta in modo da esser
guarito».
[11]Io dissi: «Fino a quando, Signore?». Egli rispose:
«Finché non siano devastate
le città, senza abitanti,
le case senza
uomini
e la campagna resti deserta e desolata».
[12]Il Signore
scaccerà la gente
e grande sarà l'abbandono nel paese.
[13]Ne
rimarrà una decima parte,
ma di nuovo sarà preda della distruzione
come
una quercia e come un terebinto,
di cui alla caduta resta il ceppo.
Progenie santa sarà il suo ceppo.
Isaia - Capitolo 7
Primo intervento di Isaia
[1]Nei giorni di Acaz figlio di Iotam,
figlio di Ozia, re di Giuda, Rezìn re di Aram e Pekach figlio di Romelia, re di
Israele, marciarono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a
espugnarla. [2]Fu dunque annunziato alla casa di Davide: «Gli Aramei si
sono accampati in Efraim». Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si
agitarono, come si agitano i rami del bosco per il vento.
[3]Il Signore disse a Isaia: «Và incontro ad Acaz, tu e tuo figlio
Seariasùb, fino al termine del canale della piscina superiore sulla strada del
campo del lavandaio. [4]Tu gli dirai: Fà attenzione e stà tranquillo, non
temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumosi, per
la collera di Rezìn degli Aramei e del figlio di Romelia. [5]Poiché gli
Aramei, Efraim e il figlio di Romelia hanno tramato il male contro di te,
dicendo: [6]Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi
metteremo come re il figlio di Tabeèl.
[7]Così dice il Signore Dio: Ciò non avverrà e non sarà!
[8a]Perché capitale di Aram è Damasco
e capo di Damasco è Rezìn.
[9a]Capitale di Efraim è Samaria
e capo di Samaria il figlio di
Romelia.
[8b]Ancora sessantacinque anni
ed Efraim cesserà di
essere un popolo.
[9b]Ma se non crederete, non avrete stabilità».
Secondo intervento
[10]Il Signore parlò ancora ad Acaz:
[11]«Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi
oppure lassù in alto». [12]Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio
tentare il Signore». [13]Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide!
Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare
anche quella del mio Dio? [14]Pertanto il Signore stesso vi darà un
segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.
[15]Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e
a scegliere il bene. [16]Poiché prima ancora che il bimbo impari a
rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i
due re. [17]Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di
tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò da Giuda: manderà
il re di Assiria».
Predizione di un'invasione
[18]Avverrà in quel giorno:
il
Signore farà un fischio alle mosche
che sono all'estremità dei canali di
Egitto
e alle api che si trovano in Assiria.
[19]Esse verranno e
si poseranno tutte
nelle valli ricche di burroni,
nelle fessure delle
rocce,
su ogni cespuglio e su ogni pascolo.
[20]In quel giorno il
Signore raderà
con rasoio preso in affitto oltre il fiume,
cioè il re
assiro,
il capo e il pelo del corpo,
anche la barba toglierà via.
[21]Avverrà in quel giorno:
ognuno alleverà una giovenca e due
pecore.
[22]Per l'abbondanza del latte che faranno,
si mangerà la
panna;
di panna e miele si ciberà
ogni superstite in mezzo a questo
paese.
[23]Avverrà in quel giorno:
ogni luogo, dove erano mille
viti
valutate mille sicli d'argento,
sarà preda dei rovi e dei pruni.
[24]Vi si entrerà armati di frecce e di arco,
perché tutta la
terra sarà rovi e pruni.
[25]In tutti i monti,
che erano vangati
con la vanga,
non si passerà più
per paura delle spine e dei rovi.
Serviranno da pascolo per armenti
e da luogo battuto dal gregge.
Isaia - Capitolo 8
Nascita di un figlio di Isaia
[1]Il Signore mi disse: «Prenditi
una grande tavoletta e scrivici con caratteri ordinari: A
Mahèr-salàl-cash-baz». [2]Io mi presi testimoni fidati, il
sacerdote Uria e Zaccaria figlio di Iebarachìa. [3]Poi mi unii alla
profetessa, la quale concepì e partorì un figlio. Il Signore mi disse: «Chiamalo
Mahèr-salàl-cash-baz, [4]poiché, prima che il bambino sappia dire
babbo e mamma, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate
davanti al re di Assiria».
Siloe e l'Eufrate
[5]Il Signore mi disse di nuovo:
[6]«Poiché questo popolo ha rigettato
le acque di Siloe, che
scorrono piano,
e trema per Rezìn e per il figlio di Romelia,
[7]per questo, ecco,
il Signore gonfierà contro di loro
le
acque del fiume,
impetuose e abbondanti:
cioè il re assiro con tutto il
suo splendore,
irromperà in tutti i suoi canali
e strariperà da tutte le
sue sponde.
[8]Penetrerà in Giuda,
lo inonderà e lo attraverserà
fino a giungere al collo.
Le sue ali distese copriranno
tutta
l'estensione del tuo paese, Emmanuele.
[9]Sappiatelo, popoli: sarete
frantumati;
ascoltate voi tutte, nazioni lontane,
cingete le armi e
sarete frantumate.
[10]Preparate un piano, sarà senza effetti;
fate un proclama, non si realizzerà,
perché Dio è con noi».
La missione di Isaia
[11]Poiché così il Signore mi disse, quando
mi aveva preso per mano e mi aveva proibito di incamminarmi nella via di questo
popolo:
[12]«Non chiamate congiura
ciò che questo popolo chiama congiura,
non temete ciò che esso teme e non abbiate paura».
[13]Il Signore
degli eserciti, lui solo ritenete santo.
Egli sia l'oggetto del vostro
timore, della vostra paura.
[14]Egli sarà laccio e pietra d'inciampo
e scoglio che fa cadere
per le due case di Israele,
laccio e
trabocchetto per chi abita in Gerusalemme.
[15]Tra di loro molti
inciamperanno,
cadranno e si sfracelleranno,
saranno presi e catturati.
[16]Si chiuda questa testimonianza, si sigilli questa rivelazione nel
cuore dei miei discepoli. [17]Io ho fiducia nel Signore, che ha nascosto
il volto alla casa di Giacobbe, e spero in lui. [18]Ecco, io e i figli
che il Signore mi ha dato, siamo segni e presagi per Israele da parte del
Signore degli eserciti, che abita sul monte Sion.
[19]Quando vi diranno: «Interrogate gli spiriti e gli indovini che
bisbigliano e mormorano formule. Forse un popolo non deve consultare i suoi dei?
Per i vivi consultare i morti?», [20]attenetevi alla rivelazione, alla
testimonianza. Certo, faranno questo discorso che non offre speranza d'aurora.
Il cammino nella notte
[21]Egli si aggirerà nel paese oppresso e
affamato,
e, quando sarà affamato e preso dall'ira,
maledirà il suo re e
il suo dio.
Guarderà in alto
[22]e rivolgerà lo sguardo sulla
terra
ed ecco angustia e tenebre
e oscurità desolante.
Ma la
caligine sarà dissipata,
[23]poiché non ci sarà più oscurità
dove
ora è angoscia.
La liberazione
In passato umiliò la terra di Zàbulon e la terra di
Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano e la
curva di Goim.
Isaia - Capitolo 9
[1]Il popolo che camminava nelle tenebre
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
[2]Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si
gioisce quando si spartisce la preda.
[3]Poiché il giogo che gli
pesava
e la sbarra sulle sue spalle,
il bastone del suo aguzzino
tu
hai spezzato come al tempo di Madian.
[4]Poiché ogni calzatura di
soldato nella mischia
e ogni mantello macchiato di sangue
sarà bruciato,
sarà esca del fuoco.
[5]Poiché un bambino è nato per noi,
ci
è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è
chiamato:
Consigliere ammirabile, Dio potente,
Padre per sempre,
Principe della pace;
[6]grande sarà il suo dominio
e la pace non
avrà fine
sul trono di Davide e sul regno,
che egli viene a consolidare
e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e sempre;
questo farà lo
zelo del Signore degli eserciti.
Le prove del regno del Nord
[7]Una parola mandò il Signore contro
Giacobbe,
essa cadde su Israele.
[8]La conoscerà tutto il popolo,
gli Efraimiti e gli abitanti di Samaria,
che dicevano nel loro orgoglio
e nell'arroganza del loro cuore:
[9]«I mattoni sono caduti,
ricostruiremo in pietra;
i sicomori sono stati abbattuti,
li
sostituiremo con cedri».
[10]Il Signore suscitò contro questo popolo
i suoi nemici,
stimolò i suoi avversari:
[11]gli Aramei
dall'oriente, da occidente i Filistei
che divorano Israele a grandi morsi.
Con tutto ciò non si calma la sua ira
e ancora la sua mano rimane stesa.
[12]Il popolo non è tornato a chi lo percuoteva;
non ha ricercato
il Signore degli eserciti.
[13]Pertanto il Signore ha amputato a
Israele capo e coda,
palma e giunco in un giorno.
[14]L'anziano e
i notabili sono il capo,
il profeta, maestro di menzogna, è la coda.
[15]Le guide di questo popolo lo hanno fuorviato
e i guidati si
sono perduti.
[16]Perciò il Signore non avrà pietà dei suoi giovani,
non si impietosirà degli orfani e delle vedove,
perché tutti sono empi e
perversi;
ogni bocca proferisce parole stolte.
Con tutto ciò non si
calma la sua ira
e ancora la sua mano rimane stesa.
[17]Brucia
l'iniquità come fuoco
che divora rovi e pruni,
divampa nel folto della
selva,
da dove si sollevano colonne di fumo.
[18]Per l'ira del
Signore brucia la terra
e il popolo è come un'esca per il fuoco;
nessuno
ha pietà del proprio fratello.
[19]Dilania a destra, ma è ancora
affamato,
mangia a sinistra, ma senza saziarsi;
ognuno mangia la carne
del suo vicino.
[20]Manàsse contro Efraim
ed Efraim contro
Manàsse,
tutti e due insieme contro Giuda.
Con tutto ciò non si calma la
sua ira
e ancora la sua mano rimane stesa.
Isaia - Capitolo 10
[1]Guai a coloro che fanno decreti iniqui
e scrivono in fretta
sentenze oppressive,
[2]per negare la giustizia ai miseri
e per
frodare del diritto i poveri del mio popolo,
per fare delle vedove la loro
preda
e per spogliare gli orfani.
[3]Ma che farete nel giorno del
castigo,
quando da lontano sopraggiungerà la rovina?
A chi ricorrerete
per protezione?
Dove lascerete la vostra ricchezza?
[4]Non vi
resterà che piegarvi tra i prigionieri
o cadere tra i morti.
Con tutto
ciò non si calma la sua ira
e ancora la sua mano rimane stesa.
Contro il re di Assiria
[5]Oh! Assiria, verga del mio furore,
bastone del mio sdegno.
[6]Contro una nazione empia io la mando
e la comando contro un popolo con cui sono in collera
perché lo
saccheggi, lo depredi
e lo calpesti come fango di strada.
[7]Essa
però non pensa così
e così non giudica il suo cuore,
ma vuole
distruggere
e annientare non poche nazioni.
[8]Anzi dice: «Forse
i miei capi non sono altrettanti re?
[9]Forse come Càrchemis non è
anche Calne?
Come Arpad non è forse Amat?
Come Damasco non è forse
Samaria?
[10]Come la mia mano ha raggiunto quei regni degli idoli,
le cui statue erano più numerose
di quelle di Gerusalemme e di Samaria,
[11]non posso io forse, come ho fatto
a Samaria e ai suoi idoli,
fare anche a Gerusalemme e ai suoi simulacri?».
[12]Quando il Signore avrà terminato tutta l'opera sua sul monte Sion
e a Gerusalemme, punirà l'operato orgoglioso della mente del re di Assiria e ciò
di cui si gloria l'alterigia dei suoi occhi.
[13]Poiché ha detto:
«Con la forza della mia mano ho agito
e con la mia sapienza, perché sono
intelligente;
ho rimosso i confini dei popoli
e ho saccheggiato i loro
tesori,
ho abbattuto come un gigante
coloro che sedevano sul trono.
[14]La mia mano, come in un nido, ha scovato
la ricchezza dei
popoli.
Come si raccolgono le uova abbandonate,
così ho raccolto tutta
la terra;
non vi fu battito d'ala,
nessuno apriva il becco o pigolava».
[15]Può forse vantarsi la scure con chi taglia per suo mezzo
o la
sega insuperbirsi contro chi la maneggia?
Come se un bastone volesse
brandire chi lo impugna
e una verga sollevare ciò che non è di legno!
[16]Perciò il Signore, Dio degli eserciti,
manderà una peste
contro le sue più valide milizie;
sotto ciò che è sua gloria arderà un
bruciore
come bruciore di fuoco;
[18b]esso consumerà anima e
corpo
e sarà come un malato che sta spegnendosi.
[17]La luce di
Israele diventerà un fuoco,
il suo santuario una fiamma;
essa divorerà e
consumerà rovi
e pruni in un giorno,
[18a]la magnificenza della
sua selva e del suo giardino;
[19]il resto degli alberi nella selva
si conterà facilmente,
persino un ragazzo potrebbe farne il conto.
Il piccolo resto
[20]In quel giorno
il resto di Israele e i
superstiti della casa di Giacobbe
non si appoggeranno più su chi li ha
percossi,
ma si appoggeranno sul Signore,
sul Santo di Israele, con
lealtà.
[21]Tornerà il resto,
il resto di Giacobbe, al Dio forte.
[22]Poiché anche se il tuo popolo, o Israele,
fosse come la
sabbia del mare,
solo un suo resto ritornerà;
è decretato uno sterminio
che farà traboccare la giustizia,
[23]poiché un decreto di rovina
eseguirà il Signore, Dio degli eserciti,
su tutta la regione.
Fiducia in Dio
[24]Pertanto così dice il Signore, Dio degli
eserciti: «Popolo mio, che abiti in Sion, non temere l'Assiria che ti percuote
con la verga e alza il bastone contro di te come gia l'Egitto. [25]Perché
ancora un poco, ben poco, e il mio sdegno avrà fine; la mia ira li annienterà».
[26]Contro di essa il Signore degli eserciti agiterà il flagello, come
quando colpì Madian sulla rupe dell'Oreb; alzerà la sua verga sul mare come fece
con l'Egitto.
[27]In quel giorno
sarà tolto il suo fardello dalla tua spalla
e il suo giogo cesserà di pesare sul tuo collo.
L'invasione
Il distruttore viene da Rimmòn,
[28]raggiunge
Aiàt, attraversa Migròn,
in Micmàs depone il bagaglio.
[29]Attraversano il passo;
in Gheba si accampano;
Rama trema,
fugge Gàbaa di Saul.
[30]Grida con tutta la tua voce, Bat-Gallìm,
stà attenta, Làisa,
rispondile, Anatòt!
[31]Madmenà è in
fuga,
e alla fuga si danno gli abitanti di Ghebim.
[32]Oggi
stesso farà sosta a Nob,
agiterà la mano verso il monte della figlia di
Sion,
verso il colle di Gerusalemme.
[33]Ecco il Signore, Dio
degli eserciti,
che strappa i rami con fracasso;
le punte più alte sono
troncate,
le cime sono abbattute.
[34]E' reciso con il ferro il
folto della selva
e il Libano cade con la sua magnificenza.
Isaia - Capitolo 11
Il discendente di Davide
[1]Un germoglio spunterà dal tronco di
Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
[2]Su di lui si
poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore
del Signore.
[3]Si compiacerà del timore del Signore.
Non
giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
[4]ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque
per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che percuoterà il
violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
[5]Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura dei suoi
fianchi la fedeltà.
[6]Il lupo dimorerà insieme con l'agnello,
la
pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello
pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
[7]La vacca e
l'orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il
leone si ciberà di paglia, come il bue.
[8]Il lattante si trastullerà
sulla buca dell'aspide;
il bambino metterà la mano nel covo di serpenti
velenosi.
[9]Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in
tutto il mio santo monte,
perché la saggezza del Signore riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.
Il ritorno degli esiliati
[10]In quel giorno
la radice di
Iesse si leverà a vessillo per i popoli,
le genti la cercheranno con ansia,
la sua dimora sarà gloriosa.
[11]In quel giorno il Signore
stenderà di nuovo la mano
per riscattare il resto del suo popolo
superstite dall'Assiria e dall'Egitto,
da Patròs, dall'Etiopia e
dall'Elam,
da Sènnaar e da Amat e dalle isole del mare.
[12]Egli
alzerà un vessillo per le nazioni
e raccoglierà gli espulsi di Israele;
radunerà i dispersi di Giuda
dai quattro angoli della terra.
[13]Cesserà la gelosia di Efraim
e gli avversari di Giuda saranno
sterminati;
Efraim non invidierà più Giuda
e Giuda non osteggerà più
Efraim.
[14]Voleranno verso occidente contro i Filistei,
saccheggeranno insieme le tribù dell'oriente,
stenderanno le mani su
Edom e su Moab
e gli Ammoniti saranno loro sudditi.
[15]Il
Signore prosciugherà il golfo del mare d'Egitto
e stenderà la mano contro il
fiume
con la potenza del suo soffio,
e lo dividerà in sette bracci
così che si possa attraversare con i sandali.
[16]Si formerà una
strada per il resto del suo popolo
che sarà superstite dall'Assiria,
come ce ne fu una per Israele
quando uscì dal paese d'Egitto.
Isaia - Capitolo 12
Salmo
[1]Tu dirai in quel giorno:
«Ti ringrazio, Signore; tu
eri in collera con me,
ma la tua collera si è calmata e tu mi hai consolato.
[2]Ecco, Dio è la mia salvezza;
io confiderò, non temerò mai,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
[3]Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza».
[4]In quel giorno direte:
«Lodate il Signore, invocate il suo
nome;
manifestate tra i popoli le sue meraviglie,
proclamate che il suo
nome è sublime.
[5]Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose
grandiose,
ciò sia noto in tutta la terra.
[6]Gridate giulivi ed
esultate, abitanti di Sion,
perché grande in mezzo a voi è il Santo di
Israele».
Isaia - Capitolo 13
3. ORACOLI SUI POPOLI STRANIERI
Contro Babilonia
[1]Oracolo su Babilonia, ricevuto in visione da
Isaia figlio di Amoz.
[2]Su un monte brullo issate un segnale,
alzate per essi un grido;
fate cenni con la mano perché varchino
le porte dei principi.
[3]Io ho dato un ordine ai miei consacrati;
ho chiamato i miei
prodi a strumento del mio sdegno,
entusiasti della mia grandezza.
[4]Rumore di folla sui monti,
simile a quello di un popolo
immenso.
Rumore fragoroso di regni,
di nazioni radunate.
Il Signore
degli eserciti passa in rassegna
un esercito di guerra.
[5]Vengono da un paese lontano,
dall'estremo orizzonte,
il
Signore e gli strumenti della sua collera,
per devastare tutto il paese.
[6]Urlate, perché è vicino il giorno del Signore;
esso viene come
una devastazione
da parte dell'Onnipotente.
[7]Perciò tutte le
braccia sono fiacche,
ogni cuore d'uomo viene meno;
[8]sono
costernati, spasimi e dolori li prendono,
si contorcono come una
partoriente;
ognuno osserva sgomento il suo vicino;
i loro volti sono
volti di fiamma.
[9]Ecco, il giorno del Signore arriva implacabile,
con sdegno, ira e furore,
per fare della terra un deserto,
per
sterminare i peccatori.
[10]Poiché le stelle del cielo e la
costellazione di Orione
non daranno più la loro luce;
il sole si
oscurerà al suo sorgere
e la luna non diffonderà la sua luce.
[11]Io punirò il mondo per il male,
gli empi per la loro
iniquità;
farò cessare la superbia dei protervi
e umilierò l'orgoglio
dei tiranni.
[12]Renderò l'uomo più raro dell'oro
e i mortali più
rari dell'oro di Ofir.
[13]Allora farò tremare i cieli
e la terra
si scuoterà dalle fondamenta
per lo sdegno del Signore degli eserciti,
nel giorno della sua ira ardente.
[14]Allora, come una gazzella
impaurita
e come un gregge che nessuno raduna,
ognuno si dirigerà verso
il suo popolo,
ognuno correrà verso la sua terra.
[15]Quanti
saranno trovati, saranno trafitti,
quanti saranno presi, periranno di spada.
[16]I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi;
saranno saccheggiate le loro case,
disonorate le loro mogli.
[17]Ecco, io eccito contro di loro i Medi
che non pensano
all'argento,
né si curano dell'oro.
[18]Con i loro archi
abbatteranno i giovani,
non avranno pietà dei piccoli appena nati,
i
loro occhi non avranno pietà dei bambini.
[19]Babilonia, perla dei
regni,
splendore orgoglioso dei Caldei,
sarà come Sòdoma e Gomorra
sconvolte da Dio.
[20]Non sarà abitata mai più né popolata
di
generazione in generazione.
L'Arabo non vi pianterà la sua tenda
né i
pastori vi faranno sostare i greggi.
[21]Ma vi si stabiliranno gli
animali del deserto,
i gufi riempiranno le loro case,
vi faranno dimora
gli struzzi,
vi danzeranno i sàtiri.
[22]Ululeranno le iene nei
loro palazzi,
gli sciacalli nei loro edifici lussuosi.
La sua ora si
avvicina,
i suoi giorni non saranno prolungati.
Isaia - Capitolo 14
Il ritorno dall'esilio
[1]Il Signore infatti avrà pietà di
Giacobbe e si sceglierà ancora Israele e li ristabilirà nel loro paese. A loro
si uniranno gli stranieri, che saranno incorporati nella casa di Giacobbe.
[2]I popoli li accoglieranno e li ricondurranno nel loro paese e se ne
impossesserà la casa di Israele nel paese del Signore come schiavi e schiave;
così faranno prigionieri coloro che li avevano resi schiavi e domineranno i loro
avversari.
La morte del re di Babilonia
[3]In quel giorno il Signore ti
libererà dalle tue pene e dal tuo affanno e dalla dura schiavitù con la quale
eri stato asservito. [4]Allora intonerai questa canzone sul re di
Babilonia e dirai:
«Ah, come è finito l'aguzzino,
è finita l'arroganza!
[5]Il
Signore ha spezzato la verga degli iniqui,
il bastone dei dominatori,
[6]di colui che percuoteva i popoli nel suo furore,
con colpi
senza fine,
che dominava con furia le genti
con una tirannia senza
respiro.
[7]Riposa ora tranquilla tutta la terra
ed erompe in
grida di gioia.
[8]Persino i cipressi gioiscono riguardo a te
e
anche i cedri del Libano:
Da quando tu sei prostrato, non salgono più
i
tagliaboschi contro di noi.
[9]Gli inferi di sotto si agitano per te,
per venirti incontro al tuo arrivo;
per te essi svegliano le ombre,
tutti i dominatori della terra,
e fanno sorgere dai loro troni tutti i
re delle nazioni.
[10]Tutti prendono la parola per dirti:
Anche
tu sei stato abbattuto come noi,
sei diventato uguale a noi.
[11]Negli inferi è precipitato il tuo fasto,
la musica delle tue
arpe;
sotto di te v'è uno strato di marciume,
tua coltre sono i vermi.
[12]Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
[13]Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle parti
più remote del settentrione.
[14]Salirò sulle regioni superiori delle
nubi,
mi farò uguale all'Altissimo.
[15]E invece sei stato
precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!
[16]Quanti ti vedono ti guardano fisso,
ti osservano
attentamente.
E' questo l'individuo che sconvolgeva la terra,
che faceva
tremare i regni,
[17]che riduceva il mondo a un deserto,
che ne
distruggeva le città,
che non apriva ai suoi prigionieri la prigione?
[18]Tutti i re dei popoli,
tutti riposano con onore,
ognuno
nella sua tomba.
[19]Tu, invece, sei stato gettato fuori del tuo
sepolcro,
come un virgulto spregevole;
sei circondato da uccisi trafitti
da spada,
come una carogna calpestata.
A coloro che sono scesi in una
tomba di pietre
[20]tu non sarai unito nella sepoltura,
perché
hai rovinato il tuo paese,
hai assassinato il tuo popolo;
non sarà più
nominata
la discendenza dell'iniquo.
[21]Preparate il massacro
dei suoi figli
a causa dell'iniquità del loro padre
e non sorgano più a
conquistare la terra
e a riempire il mondo di rovine».
[22]Io insorgerò contro di loro - parola del Signore degli eserciti -,
sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe - oracolo del
Signore -. [23]Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la
scoperò con la scopa della distruzione - oracolo del Signore degli eserciti -.
Contro l'Assiro
[24]Il Signore degli eserciti ha giurato:
«In
verità
come ho pensato, accadrà
e succederà come ho deciso.
[25]Io spezzerò l'Assiro nella mia terra
e sui miei monti lo
calpesterò.
Allora sparirà da loro il suo giogo,
il suo peso dalle loro
spalle».
[26]Questa è la decisione presa per tutta la terra
e
questa è la mano stesa su tutte le genti.
[27]Poiché il Signore degli
eserciti
lo ha deciso; chi potrà renderlo vano?
La sua mano è stesa, chi
gliela farà ritirare?
Contro i Filistei
[28]Nell'anno in cui morì il re Acaz fu
comunicato questo oracolo:
[29]«Non gioire, Filistea tutta,
perché si è spezzata la verga di
chi ti percuoteva.
Poiché dalla radice del serpe uscirà una vipera
e il
suo frutto sarà un drago alato.
[30]I poveri pascoleranno sui miei
prati
e i miseri vi riposeranno tranquilli;
ma farò morire di fame la
tua stirpe
e ucciderò il tuo resto.
[31]Urla, porta; grida,
città;
trema, Filistea tutta,
perché dal settentrione si alza il fumo
e nessuno si sbanda dalle sue schiere».
[32]Che si risponderà ai
messaggeri delle nazioni?
«Il Signore ha fondato Sion
e in essa si
rifugiano gli oppressi del suo popolo».
Isaia - Capitolo 15
Su Moab
[1]Oracolo su Moab.
E' stata devastata di notte,
Ar-Moab è stata distrutta;
è stata
devastata di notte,
Kir-Moab è stata distrutta.
[2]E' salita la
gente di Dibon
sulle alture, per piangere;
su Nebo e su Màdaba
Moab
innalza un lamento;
ogni testa è stata rasata,
ogni barba è stata
tagliata.
[3]Nelle sue strade si indossa il sacco,
sulle sue
terrazze si fa il lamento.
Nelle sue piazze ognuno si lamenta,
si
scioglie in lacrime.
[4]Emettono urla Chesbòn ed Elealè,
le loro
grida giungono fino a Iàas.
Per questo tremano le viscere di Moab,
freme
la sua anima.
[5]Il cuore di Moab geme;
i suoi fuggiaschi
giungono fino a Zoar.
Ah, la salita di Luchìt salgono piangendo.
Sulla
via di Coronàim
mandano grida strazianti.
[6]Le acque di Nimrìm
sono un deserto,
l'erba si è seccata, finita è la pastura;
non c'è più
nulla di verde.
[7]Per questo fanno provviste,
le loro riserve
trasportano al di là del torrente dei Salici.
[8]Risuonano grida
per tutto il territorio di Moab;
fino a Eglaim giunge il suo urlo,
fino a Bir-Elim il suo urlo.
[9]Le acque di Dimòn sono piene di
sangue,
eppure colpirò Dimòn con altri mali;
un leone per i fuggiaschi
di Moab
e per il resto del paese.
Isaia - Capitolo 16
La richiesta dei Moabiti
[1]Mandate l'agnello al signore del
paese,
dalla rupe verso il deserto
al monte della figlia di Sion.
[2]Come un uccello fuggitivo,
come una nidiata dispersa
saranno le figlie di Moab
ai guadi dell'Arnon.
[3]Dacci un
consiglio,
prendi una decisione!
Rendi come la notte la tua ombra
in
pieno mezzogiorno;
nascondi i dispersi,
non tradire i fuggiaschi.
[4]Siano tuoi ospiti
i dispersi di Moab;
sii loro rifugio di
fronte al devastatore.
Quando sarà estinto il tiranno
e finita la
devastazione,
scomparso il distruttore della regione,
[5]allora
sarà stabilito un trono sulla mansuetudine,
vi siederà con tutta fedeltà,
nella tenda di Davide,
un giudice sollecito del diritto
e pronto alla
giustizia.
[6]Abbiamo udito l'orgoglio di Moab,
l'orgogliosissimo,
la sua alterigia, la sua superbia, la sua tracotanza,
la vanità delle sue chiacchiere.
Lamento di Moab
[7]Per questo i Moabiti innalzano un lamento per
Moab,
si lamentano tutti;
per le focacce di uva di Kir-Carèset
gemono tutti costernati.
[8]Sono squallidi i campi di Chesbòn,
languiscono le viti di Sibmà.
Signori di popoli
ne hanno spezzato i
tralci
che raggiungevano Iazèr,
penetravano fin nel deserto;
i loro
rami si estendevano liberamente,
giungevano al mare.
[9]Per
questo io piangerò con il pianto di Iazèr
sui vigneti di Sibmà.
Ti
inonderò con le mie lacrime,
Chesbòn, Elealè,
perché sui tuoi frutti e
sulla tua vendemmia
è piombato il grido dei vignaioli.
[10]Sono
scomparse gioia e allegria dai frutteti;
nelle vigne non si levano più lieti
clamori,
né si grida più allegramente.
Il vino nei tini nessuno lo
ammosta,
l'evviva di gioia è cessato.
[11]Perciò le mie viscere
fremono
per Moab come una cetra,
il mio intimo freme per Kir-Carèset.
[12]Moab si mostrerà e si stancherà sulle alture,
verrà nel suo
santuario per pregare,
ma senza successo.
[13]Questo è il messaggio che pronunziò un tempo il Signore su Moab.
[14]Ma ora il Signore dice: «In tre anni, come gli anni di un salariato,
sarà deprezzata la gloria di Moab con tutta la sua numerosa popolazione. Ne
rimarrà solo un resto, piccolo e impotente».
Isaia - Capitolo 17
Contro Damasco e Israele
[1]Oracolo su Damasco.
Ecco, Damasco sarà eliminata dal numero delle città,
diverrà un cumulo di
rovine.
[2]Le sue borgate saranno abbandonate per sempre;
saranno
pascolo dei greggi
che vi riposeranno senza esserne scacciati.
[3]A Efraim sarà tolta la cittadella,
a Damasco la sovranità.
Al resto degli Aramei toccherà la stessa sorte
della gloria degli
Israeliti,
oracolo del Signore degli eserciti.
[4]In quel giorno
verrà ridotta la gloria di Giacobbe
e la pinguedine delle sue membra
dimagrirà.
[5]Avverrà come quando il mietitore
prende una
manciata di steli,
e con l'altro braccio falcia le spighe,
come quando
si raccolgono le spighe
nella valle dei Rèfaim,
[6]Vi resteranno
solo racimoli,
come alla bacchiatura degli ulivi:
due o tre bacche sulla
cima dell'albero,
quattro o cinque sui rami da frutto.
Oracolo del
Signore, Dio di Israele.
[7]In quel giorno si volgerà l'uomo al suo
creatore
e i suoi occhi guarderanno al Santo di Israele.
[8]Non
si volgerà agli altari, lavoro delle sue mani;
non guarderà ciò che fecero
le sue dita,
i pali sacri e gli altari per l'incenso.
[9]In quel
giorno avverrà alle tue fortezze
come alle città abbandonate
che l'Eveo
e l'Amorreo evacuarono
di fronte agli Israeliti
e sarà una desolazione.
[10]Perché hai dimenticato Dio tuo salvatore
e non ti sei
ricordato della Roccia, tua fortezza.
Tu pianti perciò piante amene
e
innesti tralci stranieri;
[11]di giorno le pianti, le vedi crescere
e al mattino vedi fiorire i tuoi semi,
ma svanirà il raccolto in un
giorno di malattia
e di dolore insanabile.
[12]Ah, il rumore di
popoli immensi,
rumore come il mugghio dei mari,
fragore di nazioni
come lo scroscio di acque che scorrono veementi.
[13]Le nazioni
fanno fragore
come il fragore di molte acque,
ma il Signore le minaccia,
esse fuggono lontano;
come pula sono disperse sui monti dal vento
e come
mulinello di polvere dinanzi al turbine.
[14]Alla sera, ecco era
tutto uno spavento,
prima del mattino non è gia più.
Questo è il destino
dei nostri predatori
e la sorte dei nostri saccheggiatori.
Isaia - Capitolo 18
Contro L'Etiopia
[1]Ah! paese dagli insetti ronzanti,
che ti
trovi oltre i fiumi di Etiopia,
[2]che mandi ambasciatori per mare,
in canotti di papiro sulle acque:
«Andate, messaggeri veloci,
verso
un popolo alto e abbronzato,
verso un popolo temuto ora e sempre,
un
popolo potente e vittorioso,
il cui paese è solcato da fiumi».
[3]O voi tutti abitanti del mondo, che dimorate sulla terra,
appena si alzerà un segnale sui monti, guardatelo!
Appena squillerà la
tromba, ascoltatela!
[4]Poiché questo mi ha detto il Signore:
«Io
osserverò tranquillo dalla mia dimora,
come il calore sereno alla luce del
sole,
come una nube di rugiada al calore della mietitura».
[5]Poiché prima della raccolta, quando la fioritura è finita
e il
fiore è diventato un grappolo maturo,
egli taglierà i tralci con roncole,
strapperà e getterà via i pampini.
[6]Saranno abbandonati tutti
insieme
agli avvoltoi dei monti e alle bestie selvatiche;
su di essi gli
avvoltoi passeranno l'estate
su di essi tutte le bestie selvatiche
passeranno l'inverno.
[7]In quel tempo saranno portate offerte al
Signore degli eserciti da un popolo alto e abbronzato, da un popolo temuto ora e
sempre, da un popolo potente e vittorioso, il cui paese è solcato da fiumi,
saranno portate nel luogo dove è invocato il nome del Signore degli eserciti,
sul monte Sion.
Isaia - Capitolo 19
Contro l'Egitto
[1]Oracolo sull'Egitto.
Ecco, il Signore cavalca una nube leggera
ed entra in Egitto.
Crollano gli idoli d'Egitto davanti a lui
e agli Egiziani vien meno il
cuore nel petto.
[2]Aizzerò gli Egiziani contro gli Egiziani:
combatterà fratello contro fratello,
uomo contro uomo,
città contro
città, regno contro regno.
[3]Gli Egiziani perderanno il senno
e
io distruggerò il loro consiglio;
per questo ricorreranno agli idoli e ai
maghi,
ai negromanti e agli indovini.
[4]Ma io metterò gli
Egiziani
in mano a un duro padrone, un re crudele li dominerà.
Oracolo
del Signore, Dio degli eserciti.
[5]Si prosciugheranno le acque del
mare,
il fiume si inaridirà e seccherà.
[6]I suoi canali
diventeranno putridi,
diminuiranno e seccheranno i torrenti dell'Egitto,
canne e giunchi ingialliranno.
[7]I giunchi sulle rive e alla
foce del Nilo
e tutti i seminati del Nilo
seccheranno, saranno dispersi
dal vento, non saranno più.
[8]I pescatori si lamenteranno, gemeranno
quanti gettano l'amo nel Nilo,
quanti stendono le reti sull'acqua
saranno desolati.
[9]Saranno delusi i lavoratori del lino,
le
cardatrici e i tessitori impallidiranno;
[10]i tessitori saranno
avviliti,
tutti i salariati saranno costernati.
[11]Quanto sono
stolti i principi di Tanis!
I più saggi consiglieri del faraone sono uno
stupido consiglio.
Come osate dire al faraone:
«Sono figlio di saggi,
figlio di re antichi»?
[12]Dove sono, dunque, i tuoi saggi?
Ti
rivelino e manifestino
quanto ha deciso il Signore degli eserciti
a
proposito dell'Egitto.
[13]Stolti sono i principi di Tanis;
si
ingannano i principi di Menfi.
Hanno fatto traviare l'Egitto
i capi
delle sue tribù.
[14]Il Signore ha mandato in mezzo a loro
uno
spirito di smarrimento;
essi fanno smarrire l'Egitto in ogni impresa,
come barcolla un ubriaco nel vomito.
[15]Non riuscirà all'Egitto
qualunque opera faccia:
il capo o la coda, la palma o il giunco.
Conversione dell'Egitto
[16]In quel giorno gli Egiziani
diventeranno come femmine, tremeranno e temeranno all'agitarsi della mano che il
Signore degli eserciti agiterà contro di loro. [17]Il paese di Giuda sarà
il terrore degli Egiziani; quando se ne parlerà, ne avranno spavento, a causa
del proposito che il Signore degli eserciti ha formulato sopra di esso.
[18]In quel giorno ci saranno cinque città nell'Egitto che parleranno
la lingua di Canaan e giureranno per il Signore degli eserciti; una di esse si
chiamerà Città del sole. [19]In quel giorno ci sarà un altare dedicato al
Signore in mezzo al paese d'Egitto e una stele in onore del Signore presso la
sua frontiera: [20]sarà un segno e una testimonianza per il Signore degli
eserciti nel paese d'Egitto. Quando, di fronte agli avversari, invocheranno il
Signore, allora egli manderà loro un salvatore che li difenderà e li libererà.
[21]Il Signore si rivelerà agli Egiziani e gli Egiziani riconosceranno in
quel giorno il Signore, lo serviranno con sacrifici e offerte, faranno voti al
Signore e li adempiranno. [22]Il Signore percuoterà ancora gli Egiziani
ma, una volta colpiti, li risanerà. Essi faranno ritorno al Signore ed egli si
placherà e li risanerà.
[23]In quel giorno ci sarà una strada dall'Egitto verso l'Assiria;
l'Assiro andrà in Egitto e l'Egiziano in Assiria; gli Egiziani serviranno il
Signore insieme con gli Assiri. [24]In quel giorno Israele sarà il terzo
con l'Egitto e l'Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. [25]Li
benedirà il Signore degli eserciti: «Benedetto sia l'Egiziano mio popolo,
l'Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità».
Isaia - Capitolo 20
A proposito della presa di Asdod
[1]Nell'anno in cui il
Tartàn, mandato ad Asdòd da Sargon re di Assiria, giunse ad Asdòd, la
assalì e la prese. [2]In quel tempo il Signore disse per mezzo di Isaia
figlio di Amoz: «Và, sciogliti il sacco dai fianchi e togliti i sandali dai
piedi!». Così egli fece, andando spoglio e scalzo.
[3]Il Signore poi disse: «Come il mio servo Isaia è andato spoglio e
scalzo per tre anni, come segno e simbolo per l'Egitto e per l'Etiopia,
[4]così il re di Assiria condurrà i prigionieri d'Egitto e i deportati
dell'Etiopia, giovani e vecchi, spogli e scalzi e con le natiche scoperte,
vergogna per l'Egitto. [5]Allora saranno abbattuti e confusi a causa
dell'Etiopia, loro speranza, e a causa dell'Egitto, di cui si vantavano.
[6]In quel giorno gli abitanti di questo lido diranno: Ecco che cosa è
successo al paese al quale ci eravano rivolti e nel quale cercavamo rifugio per
essere aiutati e liberati dal re di Assiria! Ora come ci salveremo?».
Isaia - Capitolo 21
La caduta di Babilonia
[1]Oracolo sul deserto del mare.
Come i turbini che si scatenano nel Negheb,
così egli viene dal deserto,
da una terra orribile.
[2]Una visione angosciosa mi fu mostrata:
il saccheggiatore che saccheggia,
il distruttore che distrugge.
Salite, o Elamiti,
assediate, o Medi!
Io faccio cessare ogni gemito.
[3]Per questo i miei reni tremano,
mi hanno colto i dolori come
di una partoriente;
sono troppo sconvolto per udire,
troppo sbigottito
per vedere.
[4]Smarrito è il mio cuore,
la costernazione mi
invade;
il crepuscolo tanto desiderato
diventa il mio terrore.
[5]Si prepara la tavola,
si stende la tovaglia,
si mangia, si
beve.
«Alzatevi, o capi,
ungete gli scudi!».
[6]Poiché così
mi ha detto il Signore:
«Và, metti una sentinella
che annunzi quanto
vede.
[7]Se vede cavalleria,
coppie di cavalieri,
gente che
cavalca asini,
gente che cavalca cammelli,
osservi attentamente,
con
grande attenzione».
[8]La vedetta ha gridato:
«Al posto di
osservazione, Signore,
io sto sempre, tutto il giorno,
e nel mio
osservatorio
sto in piedi, tutta la notte.
[9]Ecco, arriva una
schiera di cavalieri,
coppie di cavalieri».
Essi esclamano e dicono: «E'
caduta,
è caduta Babilonia!
Tutte le statue dei suoi dèi
sono a
terra, in frantumi».
[10]O popolo mio, calpestato,
che ho
trebbiato come su un'aia,
ciò che ho udito
dal Signore degli eserciti,
Dio di Israele,
a voi ho annunziato.
Sull'Idumea
[11]Oracolo sull'Idumea.
Mi gridano da Seir:
«Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».
[12]La sentinella
risponde:
«Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare,
domandate,
convertitevi, venite!».
Contro gli Arabi
[13]Oracolo sull'Arabia.
Nel bosco, nell'Arabia, passate la notte,
carovane di Dedan;
[14]andando incontro agli assetati,
portate acqua.
Abitanti
del paese di Tema,
presentatevi ai fuggiaschi con pane per loro.
[15]Perché essi fuggono di fronte alle spade,
di fronte alla
spada affilata,
di fronte all'arco teso,
di fronte al furore della
battaglia.
[16]Poiché mi ha detto il Signore: «Ancora un anno, contato alla
maniera degli anni di un salariato, e scomparirà tutta la potenza gloriosa di
Kedàr. [17]E il numero degli archi dei prodi di Kedàr resterà molto
esiguo, perché il Signore Dio di Israele ha parlato».
Isaia - Capitolo 22
Contro l'entusiasmo di Gerusalemme
[1]Oracolo sulla valle della
Visione.
Che hai tu dunque, che sei salita
tutta sulle terrazze,
[2]città rumorosa e tumultuante,
città gaudente?
I tuoi
caduti non sono caduti di spada
né sono morti in battaglia.
[3]Tutti i tuoi capi sono fuggiti insieme,
fatti prigionieri
senza un tiro d'arco;
tutti i tuoi prodi sono stati catturati insieme,
o
fuggirono lontano.
[4]Per questo dico: «Stornate lo sguardo da me,
che io pianga amaramente;
non cercate di consolarmi
per la
desolazione della figlia del mio popolo».
[5]Poiché è un giorno di
panico,
di distruzione e di smarrimento,
voluto dal Signore, Dio degli
eserciti.
Nella valle della Visione un diroccare di mura
e un invocare
aiuto verso i monti.
[6]Gli Elamiti hanno preso la faretra;
gli
Aramei montano i cavalli,
Kir ha tolto il fodero allo scudo.
[7]Le migliori tra le tue valli
sono piene di carri;
i
cavalieri si sono disposti contro la porta.
[8]Così egli toglie la
protezione di Giuda.
Voi guardavate in quel giorno
alle armi del palazzo
della Foresta;
[9]le brecce della città di Davide
avete visto
quante fossero;
avete raccolto le acque della piscina inferiore,
[10]avete contato le case di Gerusalemme
e demolito le case per
fortificare le mura;
[11]avete costruito un serbatoio fra i due muri
per le acque della piscina vecchia;
ma voi non avete guardato a chi ha
fatto queste cose,
né avete visto chi ha preparato ciò da tempo.
[12]Vi invitava il Signore, Dio degli eserciti, in quel giorno
al
pianto e al lamento,
a rasarvi il capo e a vestire il sacco.
[13]Ecco invece si gode e si sta allegri,
si sgozzano buoi e si
scannano greggi,
si mangia carne e si beve vino:
«Si mangi e si beva,
perché domani moriremo!».
[14]Ma il Signore degli eserciti si è
rivelato ai miei orecchi:
«Certo non sarà espiato questo vostro peccato,
finché non sarete morti»,
dice il Signore, Dio degli eserciti.
Contro Sebna
[15]Così dice il Signore, Dio degli eserciti:
«Rècati da questo ministro,
presso Sebnà, il maggiordomo,
[16b]che si taglia in alto il sepolcro
e si scava nella rupe la
tomba:
[16a]Che cosa possiedi tu qui e chi hai tu qui,
che ti
stai scavando qui un sepolcro?
[17]Ecco, il Signore ti scaglierà giù
a precipizio, o uomo,
ti afferrerà saldamente,
[18]ti rotolerà
ben bene a rotoli
come palla, verso un esteso paese.
Là morirai e là
finiranno i tuoi carri superbi,
o ignominia del palazzo del tuo padrone!
[19]Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
[20]In quel giorno chiamerò il mio servo
Eliakìm, figlio di
Chelkia;
[21]lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua
sciarpa
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli
abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
[22]Gli porrò
sulla spalla la chiave della casa di Davide;
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
[23]Lo conficcherò come un
paletto in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre.
[24]A lui attaccheranno ogni gloria della casa di suo padre:
discendenti e nipoti, ogni vaso anche piccolo, dalle tazze alle anfore».
[25]In quel giorno - oracolo del Signore degli eserciti - cederà il
paletto conficcato in luogo solido, si spezzerà, cadrà e andrà in frantumi tutto
ciò che vi era appeso, perché il Signore ha parlato.
Isaia - Capitolo 23
Contro Tiro
[1]Oracolo su Tiro.
Fate il lamento, navi di Tarsis,
perché è stato distrutto il vostro
rifugio!
Mentre tornavano dal paese dei Kittim,
ne fu data loro notizia.
[2]Ammutolite, abitanti della costa,
mercanti di Sidòne,
i
cui agenti attraversavano
[3]grandi acque.
Il frumento del Nilo,
il raccolto del fiume
era la sua ricchezza; era il mercato dei popoli.
[4]Vergognati, Sidòne,
perché ha parlato il mare, la fortezza
marinara, dicendo:
«Io non ho avuto doglie, non ho partorito,
non ho
allevato giovani,
non ho fatto crescere ragazze».
[5]Appena si
saprà in Egitto,
saranno addolorati per la notizia di Tiro.
[6]Passate in Tarsis, fate il lamento, abitanti della costa.
[7]E' questa la vostra città gaudente,
le cui origini risalgono a
un'antichità remota,
i cui piedi la portavano lontano
per fissarvi
dimore?
[8]Chi ha deciso questo
contro Tiro l'incoronata,
i
cui mercanti erano principi,
i cui trafficanti erano i più nobili della
terra?
[9]Il Signore degli eserciti lo ha deciso
per svergognare
l'orgoglio
di tutto il suo fasto,
per umiliare i più nobili sulla terra.
[10]Coltiva la tua terra come il Nilo, figlia di Tarsis;
il porto
non esiste più.
[11]Ha steso la mano verso il mare,
ha sconvolto
i regni,
il Signore ha decretato per Canaan
di abbattere le sue
fortezze.
[12]Egli ha detto: «Non continuerai a far baldoria,
tu
duramente oppressa, vergine figlia di Sidòne.
Alzati, và pure dai Kittim;
neppure là ci sarà pace per te».
[13]Ecco il paese da lui fondato per marinai, che ne avevano innalzato
le torri; ne han demoliti i palazzi: egli l'ha ridotto a un cumulo di rovine.
[14]Fate il lamento, navi di Tarsis,
perché è stato distrutto il
vostro rifugio.
[15]In quel giorno Tiro sarà dimenticata per settant'anni, quanti sono
gli anni di un re. Alla fine dei settanta anni a Tiro si applicherà la canzone
della prostituta:
[16]«Prendi la cetra,
gira per la città, prostituta dimenticata;
suona con abilità,
moltiplica i canti,
perché qualcuno si ricordi di
te».
[17]Ma alla fine dei settant'anni il Signore visiterà Tiro, che
ritornerà ai suoi guadagni; essa trescherà con tutti i regni del mondo sulla
terra. [18]Il suo salario e il suo guadagno saranno sacri al Signore. Non
sarà ammassato né custodito il suo salario, ma andrà a coloro che abitano presso
il Signore, perché possano nutrirsi in abbondanza e vestirsi con decoro.
Isaia - Capitolo 24
4. APOCALISSE
Il giudizio del Signore
[1]Ecco che il Signore spacca la terra,
la squarcia e ne sconvolge la superficie
e ne disperde gli abitanti.
[2]Avverrà lo stesso al popolo come al sacerdote,
allo schiavo
come al suo padrone,
alla schiava come alla sua padrona,
al compratore
come al venditore,
al creditore come al debitore,
a chi riceve come a
chi dà in prestito.
[3]Sarà tutta spaccata la terra
sarà tutta
saccheggiata,
perché il Signore ha pronunziato questa parola.
[4]E' in lutto, languisce la terra;
è squallido, languisce il
mondo,
il cielo con la terra perisce.
[5]La terra è stata
profanata dai suoi abitanti,
perché hanno trasgredito le leggi,
hanno
disobbedito al decreto,
hanno infranto l'alleanza eterna.
[6]Per
questo la maledizione divora la terra,
i suoi abitanti ne scontano la pena;
per questo sono bruciati gli abitanti della terra
e sono rimasti solo
pochi uomini.
Canto sulla città distrutta
[7]Lugubre è il mosto, la vigna
languisce,
gemono tutti.
[8]E' cessata la gioia dei timpani,
è finito il chiasso dei gaudenti,
è cessata la gioia della cetra.
[9]Non si beve più il vino tra i canti,
la bevanda inebriante è
amara per chi la beve.
[10]E' distrutta la città del caos,
è
chiuso l'ingresso di ogni casa.
[11]Per le strade si lamentano,
perché non c'è vino;
ogni gioia è scomparsa,
se ne è andata la letizia
dal paese.
[12]Nella città è rimasta la desolazione;
la porta è
stata abbattuta, fatta a pezzi.
[13]Perché così accadrà nel centro
della terra,
in mezzo ai popoli,
come quando si bacchiano le ulive,
come quando si racimola, finita la vendemmia.
[14]Quelli
alzeranno la voce, acclameranno
alla maestà del Signore.
Gridano dal
mare:
«Acclamate, pertanto, popoli!
[15]Voi in oriente,
glorificate il Signore,
nelle isole del mare, il nome del Signore, Dio
d'Israele.
[16]Dagli angoli estremi della terra abbiamo udito il
canto:
Gloria al giusto».
Le ultime sventure
Ma io dico: «Guai a me!
Guai a me! Ohimè!».
I
perfidi agiscono perfidamente,
i perfidi operano con perfidia.
[17]Terrore, fossa e laccio
ti sovrastano, o abitante della
terra.
[18]Chi fugge al grido di terrore
cadrà nella fossa, chi
risale dalla fossa
sarà preso nel laccio.
Le cateratte dall'alto si
aprono
e si scuotono le fondamenta della terra.
[19]A pezzi andrà
la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.
[20]Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come
una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.
[21]In quel giorno il Signore punirà
in alto l'esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.
[22]Saranno radunati e
imprigionati in una fossa,
saranno rinchiusi in un carcere
e dopo lungo
tempo saranno puniti.
[23]Arrossirà la luna,
impallidirà il sole,
perché il Signore degli eserciti regna
sul monte Sion e in Gerusalemme
e davanti ai suoi anziani sarà glorificato.
Isaia - Capitolo 25
Inno di ringraziamento
[1]Signore, tu sei il mio Dio;
voglio
esaltarti e lodare il tuo nome,
perché hai eseguito progetti meravigliosi,
concepiti da lungo tempo, fedeli e veri.
[2]Poiché hai ridotto la
città ad un mucchio di sassi,
la cittadella fortificata ad una rovina,
la fortezza dei superbi non è più città,
non si ricostruirà mai più.
[3]Per questo ti glorifica un popolo forte,
la città di genti
possenti ti venera.
[4]Perché tu sei sostegno al misero,
sostegno
al povero nella sua angoscia,
riparo dalla tempesta, ombra contro il caldo;
poiché lo sbuffare dei tiranni è come pioggia d'inverno,
[5]come
arsura in terra arida il clamore dei superbi.
Tu mitighi l'arsura con
l'ombra d'una nube,
l'inno dei tiranni si spegne.
Il divino banchetto
[6]Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande, un
banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
[7]Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia
di tutti i popoli
e la coltre che copriva tutte le genti.
[8]Eliminerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le
lacrime
su ogni volto;
la condizione disonorevole del suo popolo
farà scomparire da tutto il paese,
poiché il Signore ha parlato.
[9]E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo
sperato perché ci salvasse;
questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza.
[10]Poiché la mano
del Signore si poserà su questo monte».
Moab invece sarà calpestato al
suolo,
come si pesta la paglia nella concimaia.
[11]Là esso
stenderà le mani,
come le distende il nuotatore per nuotare;
ma il
Signore abbasserà la sua superbia,
nonostante l'annaspare delle sue mani.
[12]L'eccelsa fortezza delle tue mura
egli abbatterà e demolirà,
la raderà al suolo.
Isaia - Capitolo 26
Inno di ringraziamento
[1]In quel giorno si canterà questo canto
nel paese di Giuda:
Abbiamo una città forte;
egli ha eretto a nostra salvezza
mura e
baluardo.
[2]Aprite le porte:
entri il popolo giusto che mantiene
la fedeltà.
[3]Il suo animo è saldo;
tu gli assicurerai la pace,
pace perché in te ha fiducia.
[4]Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna;
[5]perché egli ha
abbattuto
coloro che abitavano in alto;
la città eccelsa
l'ha
rovesciata, rovesciata fino a terra,
l'ha rasa al suolo.
[6]I
piedi la calpestano,
i piedi degli oppressi, i passi dei poveri.
Salmo
[7]Il sentiero del giusto è diritto,
il cammino del
giusto tu rendi piano.
[8]Sì, nella via dei tuoi giudizi,
Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
si volge
tutto il nostro desiderio.
[9]La mia anima anela a te di notte,
al mattino il mio spirito ti cerca,
perché quando pronunzi i tuoi
giudizi sulla terra,
giustizia imparano gli abitanti del mondo.
[10]Si usi pure clemenza all'empio,
non imparerà la giustizia;
sulla terra egli distorce le cose diritte
e non guarda alla maestà del
Signore.
[11]Signore, sta alzata la tua mano,
ma essi non la
vedono.
Vedano, arrossendo, il tuo amore geloso per il popolo;
anzi, il
fuoco preparato per i tuoi nemici li divori.
[12]Signore, ci
concederai la pace,
poiché tu dài successo a tutte le nostre imprese.
[13]Signore nostro Dio, altri padroni,
diversi da te, ci hanno
dominato,
ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo.
[14]I
morti non vivranno più,
le ombre non risorgeranno;
poiché tu li hai
puniti e distrutti,
hai fatto svanire ogni loro ricordo.
[15]Hai
fatto crescere la nazione, Signore,
hai fatto crescere la nazione, ti sei
glorificato,
hai dilatato tutti i confini del paese.
[16]Signore,
nella tribolazione ti abbiamo cercato;
a te abbiamo gridato nella prova, che
è la tua correzione.
[17]Come una donna incinta che sta per partorire
si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te,
Signore.
[18]Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori
quasi
dovessimo partorire: era solo vento;
non abbiamo portato salvezza al paese
e non sono nati abitanti nel mondo.
[19]Ma di nuovo vivranno i
tuoi morti,
risorgeranno i loro cadaveri.
Si sveglieranno ed esulteranno
quelli che giacciono nella polvere,
perché la tua rugiada è rugiada
luminosa,
la terra darà alla luce le ombre.
Il passaggio del Signore
[20]Và, popolo mio, entra nelle tue
stanze
e chiudi la porta dietro di te.
Nasconditi per un momento
finché non sia passato lo sdegno.
[21]Perché ecco, il Signore
esce dalla sua dimora
per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della
terra;
la terra ributterà fuori il sangue assorbito
e più non coprirà i
suoi cadaveri.
Isaia - Capitolo 27
[1]In quel giorno il Signore punirà
con la spada dura, grande e
forte,
il Leviatàn serpente guizzante,
il Leviatàn serpente tortuoso
e ucciderà il drago che sta nel mare.
La vigna del Signore
[2]In quel giorno si dirà:
«La vigna
deliziosa: cantate di lei!».
[3]Io, il Signore, ne sono il guardiano,
a ogni istante la irrigo;
per timore che venga danneggiata,
io ne ho
cura notte e giorno.
[4]Io non sono in collera.
Vi fossero rovi e
pruni, io muoverei loro guerra,
li brucerei tutti insieme.
[5]O,
meglio, si stringa alla mia protezione,
faccia la pace con me,
con me
faccia la pace!
Grazia e castigo
[6]Nei giorni futuri Giacobbe metterà radici,
Israele fiorirà e germoglierà,
riempirà il mondo di frutti.
[7]Il Signore lo ha forse percosso come i suoi percussori?
O lo
ha ucciso come uccise i suoi uccisori?
[8]Lo ha punito cacciandolo
via, respingendolo,
lo ha rimosso con soffio impetuoso
come quando tira
il vento d'oriente!
[9]Proprio così sarà espiata l'iniquità di
Giacobbe
e questo sarà tutto il frutto per la rimozione del suo peccato:
mentre egli ridurrà tutte le pietre dell'altare
come si fa delle pietre
che si polverizzano per la calce,
non erigeranno più pali sacri né altari
per l'incenso.
[10]La fortezza è divenuta desolata,
un luogo
spopolato e abbandonato come un deserto;
vi pascola il vitello, vi si sdraia
e ne bruca gli arbusti.
[11]I suoi rami seccandosi si spezzeranno;
le donne verranno ad accendervi il fuoco.
Certo, si tratta di un popolo
privo di intelligenza;
per questo non ne avrà pietà chi lo ha creato,
né
chi lo ha fatto ne avrà compassione.
Ritorno degli Israeliti
[12]In quel giorno,
dal corso
dell'Eufrate al torrente d'Egitto,
il Signore batterà le spighe
e voi
sarete raccolti uno a uno, Israeliti.
[13]In quel giorno suonerà la
grande tromba,
verranno gli sperduti nel paese di Assiria
e i dispersi
nel paese di Egitto.
Essi si prostreranno al Signore
sul monte santo, in
Gerusalemme.
Isaia - Capitolo 28
5. POEMI SU ISRAELE E SU GIUDA
Contro Samaria
[1]Guai alla corona superba degli ubriachi di
Efraim,
al fiore caduco, suo splendido ornamento,
che domina la fertile
valle, o storditi dal vino!
[2]Ecco, inviato dal Signore, un uomo
potente e forte,
come nembo di grandine, come turbine rovinoso,
come
nembo di acque torrenziali e impetuose,
getta tutto a terra con violenza.
[3]Dai piedi verrà calpestata
la corona degli ubriachi di Efraim.
[4]E avverrà al fiore caduco del suo splendido ornamento,
che
domina la valle fertile,
come a un fico primaticcio prima dell'estate:
uno lo vede, lo coglie e lo mangia appena lo ha in mano.
[5]In
quel giorno sarà il Signore degli eserciti
una corona di gloria, uno
splendido diadema
per il resto del suo popolo,
[6]ispiratore di
giustizia per chi siede in tribunale,
forza per chi respinge l'assalto alla
porta.
Contro i falsi profeti
[7]Anche costoro barcollano per il vino,
vanno fuori strada per le bevande inebrianti.
Sacerdoti e profeti
barcollano
per la bevanda inebriante,
affogano nel vino;
vanno fuori
strada per le bevande inebrianti,
s'ingannano mentre hanno visioni,
dondolano quando fanno da giudici.
[8]Tutte le tavole sono piene
di fetido vomito;
non c'è un posto pulito.
[9]«A chi vuole
insegnare la scienza?
A chi vuole spiegare il discorso?
Ai bambini
divezzati, appena staccati dal seno?
[10]Sì: precetto su precetto,
precetto su precetto,
norma su norma, norma su norma,
un pò qui, un pò
là».
[11]Con labbra balbettanti e in lingua straniera
parlerà a
questo popolo
[12]colui che aveva detto loro:
«Ecco il riposo!
Fate riposare lo stanco.
Ecco il sollievo!». Ma non vollero udire.
[13]E sarà per loro la parola del Signore:
«precetto su precetto,
precetto su precetto,
norma su norma, norma su norma,
un pò qui, un pò
là»,
perché camminando cadano all'indietro,
si producano fratture, siano
presi e fatti prigionieri.
Contro i cattivi consiglieri
[14]Perciò ascoltate la parola del
Signore,
uomini arroganti,
signori di questo popolo
che sta in
Gerusalemme:
[15]«Voi dite: Abbiamo concluso
un'alleanza con la
morte,
e con gli inferi
abbiamo fatto lega;
il flagello del
distruttore, quando passerà,
non ci raggiungerà;
perché ci siamo fatti
della menzogna un rifugio
e nella falsità ci siamo nascosti».
[16]Dice il Signore Dio:
«Ecco io pongo una pietra in Sion,
una pietra scelta,
angolare, preziosa, saldamente fondata:
chi crede
non vacillerà.
[17]Io porrò il diritto come misura
e la giustizia
come una livella.
La grandine spazzerà via il vostro rifugio fallace,
le
acque travolgeranno il vostro riparo.
[18]Sarà cancellata la vostra
alleanza con la morte;
la vostra lega con gli inferi non reggerà.
Quando
passerà il flagello del distruttore,
voi sarete la massa da lui calpestata.
[19]Ogni volta che passerà,
vi prenderà,
poiché passerà ogni
mattino,
giorno e notte.
E solo il terrore farà capire il discorso».
[20]Troppo corto sarà il letto per distendervisi,
troppo stretta
la coperta per avvolgervisi.
[21]Poiché come sul monte Perasìm
si
leverà il Signore;
come nella valle di Gàbaon si adirerà
per compiere
l'opera, la sua opera singolare,
e per eseguire il lavoro, il suo lavoro
inconsueto.
[22]Ora cessate di agire con arroganza
perché non si
stringano di più le vostre catene,
perché un decreto di rovina io ho udito,
da parte del Signore, Dio degli eserciti,
riguardo a tutta la terra.
Parabola
[23]Porgete l'orecchio e ascoltate la mia voce,
fate
attenzione e sentite le mie parole.
[24]Ara forse tutti i giorni
l'aratore,
rompe e sarchia la terra?
[25]Forse non ne spiana la
superficie,
non vi semina l'anèto e non vi sparge il cumino?
E non vi
pone grano e orzo
e spelta lungo i confini?
[26]E la sua perizia
rispetto alla regola
gliela insegna il suo Dio.
[27]Certo,
l'anèto non si batte con il tribbio,
né si fa girare sul cumino il rullo,
ma con una bacchetta si batte l'anèto
e con la verga il cumino.
[28]Il frumento vien forse schiacciato?
Certo, non lo si pesta
senza fine,
ma vi si spinge sopra il rullo
e gli zoccoli delle bestie
senza schiacciarlo.
[29]Anche questo proviene
dal Signore degli
eserciti:
egli si mostra mirabile nel consiglio,
grande nella sapienza.
Isaia - Capitolo 29
Su Gerusalemme
[1]Guai ad Arièl, ad Arièl,
città dove pose il
campo Davide!
Aggiungete anno ad anno,
si avvicendino i cicli festivi.
[2]Io metterò alle strette Arièl,
ci saranno gemiti e lamenti.
Tu sarai per me come un vero Arièl,
[3]io mi accamperò come
Davide contro di te
e ti circonderò di trincee,
innalzerò contro di te
un vallo.
[4]Allora prostrata parlerai da terra
e dalla polvere
saliranno fioche le tue parole;
sembrerà di un fantasma la tua voce dalla
terra,
e dalla polvere la tua parola risuonerà come bisbiglio.
[5]Sarà come polvere fine la massa dei tuoi oppressori
e come
pula dispersa la massa dei tuoi tiranni.
Ma d'improvviso, subito,
[6]dal Signore degli eserciti sarai visitata
con tuoni, rimbombi
e rumore assordante,
con uragano e tempesta e fiamma di fuoco divoratore.
[7]E sarà come un sogno,
come una visione notturna,
la massa
di tutte le nazioni
che marciano su Arièl,
di quanti la attaccano
e
delle macchine poste contro di essa.
[8]Avverrà come quando un
affamato sogna di mangiare,
ma si sveglia con lo stomaco vuoto;
come
quando un assetato sogna di bere,
ma si sveglia stanco e con la gola riarsa:
così succederà alla folla di tutte le nazioni
che marciano contro il
monte Sion.
[9]Stupite pure così da restare sbalorditi,
chiudete
gli occhi in modo da rimanere ciechi;
ubriacatevi ma non di vino,
barcollate ma non per effetto di bevande inebrianti.
[10]Poiché
il Signore ha versato su di voi
uno spirito di torpore,
ha chiuso i
vostri occhi,
ha velato i vostri capi.
[11]Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato: si
dà a uno che sappia leggere dicendogli: «Leggilo», ma quegli risponde: «Non
posso, perché è sigillato». [12]Oppure si dà il libro a chi non sa
leggere dicendogli: «Leggilo», ma quegli risponde: «Non so leggere».
Oracolo
[13]Dice il Signore: «Poiché questo popolo
si
avvicina a me solo a parole
e mi onora con le labbra,
mentre il suo
cuore è lontano da me
e il culto che mi rendono
è un imparaticcio di usi
umani,
[14]perciò, eccomi, continuerò
a operare meraviglie e
prodigi con questo popolo;
perirà la sapienza dei suoi sapienti
e si
eclisserà l'intelligenza dei suoi intelligenti».
Il trionfo del diritto
[15]Guai a quanti vogliono sottrarsi alla
vista del Signore
per dissimulare i loro piani,
a coloro che agiscono
nelle tenebre, dicendo:
«Chi ci vede? Chi ci conosce?».
[16]Quanto siete perversi! Forse che il vasaio
è stimato pari
alla creta?
Un oggetto può dire del suo autore:
«Non mi ha fatto lui»?
E un vaso può dire del vasaio: «Non capisce»?
[17]Certo, ancora
un pò
e il Libano si cambierà in un frutteto
e il frutteto sarà
considerato una selva.
[18]Udranno in quel giorno i sordi le parole
di un libro;
liberati dall'oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei
ciechi vedranno.
[19]Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
i più poveri gioiranno nel Santo di Israele.
[20]Perché il
tiranno non sarà più, sparirà il beffardo,
saranno eliminati quanti tramano
iniquità,
[21]quanti con la parola rendono colpevoli gli altri,
quanti alla porta tendono tranelli al giudice
e rovinano il giusto per
un nulla.
[22]Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore
che
riscattò Abramo:
«D'ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire,
il suo
viso non impallidirà più,
[23]poiché vedendo il lavoro delle mie mani
tra di loro,
santificheranno il mio nome,
santificheranno il Santo di
Giacobbe
e temeranno il Dio di Israele.
[24]Gli spiriti traviati
apprenderanno la sapienza
e i brontoloni impareranno la lezione».
Isaia - Capitolo 30
Contro l'ambasciata in Egitto
[1]Guai a voi, figli ribelli
-oracolo del Signore -
che fate progetti da me non suggeriti,
vi
legate con alleanze che io non ho ispirate
così da aggiungere peccato a
peccato.
[2]Siete partiti per scendere in Egitto
senza
consultarmi,
per mettervi sotto la protezione del faraone
e per
ripararvi all'ombra dell'Egitto.
[3]La protezione del faraone sarà la
vostra vergogna
e il riparo all'ombra dell'Egitto la vostra confusione.
[4]Quando i suoi capi saranno giunti a Tanis
e i messaggeri
avranno raggiunto Canès,
[5]tutti saran delusi di un popolo che non
gioverà loro,
che non porterà né aiuto né vantaggio
ma solo confusione e
ignominia.
Altro oracolo contro un'ambasciata
[6]Oracolo sulle bestie del
Negheb.
In una terra di angoscia e di miseria,
adatta a leonesse e leoni
ruggenti,
a vipere e draghi volanti,
essi portano le loro ricchezze sul
dorso di asini,
i tesori sulla gobba di cammelli
a un popolo che non
giova a nulla.
[7]Vano e inutile è l'aiuto dell'Egitto;
per
questo lo chiamo:
Raab l'ozioso.
Testamento
[8]Su, vieni, scrivi questo su una tavoletta davanti a
loro,
incidilo sopra un documento,
perché resti per il futuro
in
testimonianza perenne.
[9]Poiché questo è un popolo ribelle, sono
figli bugiardi,
figli che non vogliono ascoltare la legge del Signore.
[10]Essi dicono ai veggenti: «Non abbiate visioni»
e ai profeti:
«Non fateci profezie sincere,
diteci cose piacevoli, profetateci illusioni!
[11]Scostatevi dalla retta via, uscite dal sentiero,
toglieteci
dalla vista il Santo di Israele».
[12]Pertanto dice il Santo di
Israele:
«Poiché voi rigettate questo avvertimento
e confidate nella
perversità e nella perfidia,
ponendole a vostro sostegno,
[13]ebbene questa colpa diventerà per voi
come una breccia che
minaccia di crollare,
che sporge su un alto muro,
il cui crollo avviene
in un attimo, improvviso,
[14]e si infrange come un vaso di creta,
frantumato senza misericordia,
così che non si trova tra i suoi frantumi
neppure un coccio
con cui si possa prendere fuoco dal braciere
o
attingere acqua dalla cisterna».
[15]Poiché dice il Signore Dio, il
Santo di Israele:
«Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza,
nell'abbandono confidente sta la vostra forza».
Ma voi non avete voluto,
[16]anzi avete detto: «No, noi fuggiremo su cavalli».
- Ebbene,
fuggite! -
«Cavalcheremo su destrieri veloci».
Ebbene più veloci saranno
i vostri inseguitori.
[17]Mille si spaventeranno per la minaccia di
uno,
per la minaccia di cinque vi darete alla fuga,
finché resti di voi
qualcosa
come un palo sulla cima di un monte
e come un'asta sopra una
collina.
Dio perdonerà
[18]Eppure il Signore aspetta per farvi grazia,
per questo sorge per aver pietà di voi,
perché un Dio giusto è il
Signore;
beati coloro che sperano in lui!
[19]Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai più
piangere; a un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà
risposta. [20]Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione e
l'acqua della tribolazione, tuttavia non si terrà più nascosto il tuo maestro; i
tuoi occhi vedranno il tuo maestro, [21]i tuoi orecchi sentiranno questa
parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a
destra o a sinistra. [22]Considererai cose immonde le tue immagini
ricoperte d'argento; i tuoi idoli rivestiti d'oro getterai via come un oggetto
immondo. «Fuori!» tu dirai loro. [23]Allora egli concederà la pioggia per
il seme che avrai seminato nel terreno; il pane, prodotto della terra, sarà
abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto
prato. [24]I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada
saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. [25]Su ogni monte e su
ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della
grande strage, quando cadranno le torri. [26]La luce della luna sarà come
la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, quando il Signore
curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue
percosse.
Contro l'Assiria
[27]Ecco il nome del Signore venire da lontano;
ardente è la sua ira e gravoso il suo divampare;
le sue labbra
traboccano sdegno,
la sua lingua è come un fuoco divorante.
[28]Il suo soffio è come un torrente che straripa,
che giunge
fino al collo.
Viene per vagliare i popoli con il vaglio distruttore
e
per mettere alle mascelle dei popoli
una briglia che porta a rovina.
[29]Voi innalzerete il vostro canto
come nella notte in cui si
celebra una festa;
avrete la gioia nel cuore come chi parte al suono del
flauto,
per recarsi al monte del Signore,
alla Roccia d'Israele.
[30]Il Signore farà udire la sua voce maestosa
e mostrerà come
colpisce il suo braccio
con ira ardente,
in mezzo a un fuoco divorante,
tra nembi, tempesta e grandine furiosa.
[31]Poiché alla voce del
Signore tremerà l'Assiria,
quando sarà percossa con la verga.
[32]Ogni colpo del bastone punitivo,
che il Signore le farà
piombare addosso,
sarà accompagnato con timpani e cetre.
Egli combatterà
contro di essa con battaglie tumultuose;
[33]poiché il Tofet è
preparato da tempo,
esso è pronto anche per il re;
profondo e largo è il
rogo,
fuoco e legna abbondano,
lo accenderà, come torrente di zolfo,
il soffio del Signore.
Isaia - Capitolo 31
Contro l'alleanza egiziana
[1]Guai a quanti scendono in Egitto
per cercar aiuto,
e pongono la speranza nei cavalli,
confidano nei carri
perché numerosi
e sulla cavalleria perché molto potente,
senza guardare
al Santo di Israele
e senza cercare il Signore.
[2]Eppure
anch'egli è capace di mandare sciagure
e non rinnega le sue parole.
Egli
si alzerà contro la razza dei malvagi
e contro l'aiuto dei malfattori.
[3]L'Egiziano è un uomo e non un dio,
i suoi cavalli sono carne e
non spirito.
Il Signore stenderà la sua mano:
inciamperà chi porta aiuto
e cadrà chi è aiutato,
tutti insieme periranno.
Contro l'Assiria
[4]Poiché così mi ha parlato il Signore:
«Come per la sua preda
ruggisce il leone o il leoncello,
quando gli
si raduna contro
tutta la schiera dei pastori,
e non teme le loro grida
né si preoccupa del loro chiasso,
così scenderà il Signore degli
eserciti
per combattere sul monte Sion e sulla sua collina.
[5]Come gli uccelli proteggono i loro pulcini,
così il Signore
degli eserciti proteggerà Gerusalemme;
egli la proteggerà, ed essa sarà
salvata,
la risparmierà ed essa sarà liberata».
[6]Ritornate, Israeliti, a colui al quale vi siete profondamente
ribellati. [7]In quel giorno ognuno rigetterà i suoi idoli d'argento e i
suoi idoli d'oro, lavoro delle vostre mani peccatrici.
[8]Cadrà l'Assiria sotto una spada che non è di uomo;
una spada
non umana la divorerà;
se essa sfugge alla spada,
i suoi giovani
guerrieri saranno ridotti in schiavitù.
[9]Essa abbandonerà per lo
spavento la sua rocca
e i suoi capi tremeranno per un'insegna.
Oracolo
del Signore che ha un fuoco in Sion
e una fornace in Gerusalemme.
Isaia - Capitolo 32
Il re giusto
[1]Ecco, un re regnerà secondo giustizia
e i
principi governeranno secondo il diritto.
[2]Ognuno sarà come un
riparo contro il vento
e uno schermo dall'acquazzone,
come canali
d'acqua in una steppa,
come l'ombra di una grande roccia su arida terra.
[3]Non si chiuderanno più gli occhi di chi vede
e gli orecchi di
chi sente staranno attenti.
[4]Gli animi volubili si applicheranno a
comprendere
e la lingua dei balbuzienti parlerà
spedita e con chiarezza.
[5]L'abietto non sarà chiamato più nobile
né l'imbroglione sarà
detto gentiluomo,
Il grossolano e il nobile
[6]poiché l'abietto fa discorsi abietti
e il suo cuore trama iniquità,
per commettere empietà
e affermare
errori intorno al Signore,
per lasciare vuoto lo stomaco dell'affamato
e
far mancare la bevanda all'assetato.
[7]L'imbroglione - iniqui sono i
suoi imbrogli -
macchina scelleratezze
per rovinare gli oppressi con
parole menzognere,
anche quando il povero può provare il suo diritto.
[8]Il nobile invece si propone cose nobili
e agisce sempre con
nobiltà.
Contro le donne di Gerusalemme
[9]Donne spensierate, suvvia
ascoltate la mia voce; figlie baldanzose, porgete l'orecchio alle mie parole.
[10]Fra un anno e più giorni voi tremerete, o baldanzose, perché finita
la vendemmia non ci sarà più raccolto. [11]Temete, o spensierate;
tremate, o baldanzose, deponete le vesti, spogliatevi, cingetevi i fianchi di
sacco. [12]Battetevi il petto per le campagne amene, per i fertili
vigneti, [13]per la terra del mio popolo, nella quale cresceranno spine e
pruni, per tutte le case in gioia, per la città gaudente; [14]poiché il
palazzo sarà abbandonato, la città rumorosa sarà deserta, l'Ofel e il torrione
diventeranno caverne per sempre, gioia degli asini selvatici, pascolo di
mandrie.
L'effusione dello Spirito
[15]Ma infine in noi sarà infuso uno
spirito dall'alto;
allora il deserto diventerà un giardino
e il giardino
sarà considerato una selva.
[16]Nel deserto prenderà dimora il
diritto
e la giustizia regnerà nel giardino.
[17]Effetto della
giustizia sarà la pace,
frutto del diritto una perenne sicurezza.
[18]Il mio popolo abiterà in una dimora di pace,
in abitazioni
tranquille,
in luoghi sicuri,
[19]anche se la selva cadrà
e
la città sarà sprofondata.
[20]Beati voi! Seminerete in riva a tutti
i ruscelli
e lascerete in libertà buoi e asini.
Isaia - Capitolo 33
L'attesa della salvezza
[1]Guai a te, che devasti e non sei stato
devastato,
che saccheggi e non sei stato saccheggiato:
sarai devastato,
quando avrai finito di devastare,
ti saccheggeranno, quando avrai finito di
saccheggiare.
[2]Signore, pietà di noi, in te speriamo;
sii il
nostro braccio ogni mattina,
nostra salvezza nel tempo dell'angoscia.
[3]Al rumore della tua minaccia fuggono i popoli,
quando ti levi
si disperdono le nazioni.
[4]Si ammucchia la preda come si
ammucchiano le cavallette
vi si precipita sopra come vi si precipitano le
locuste.
[5]Eccelso è il Signore poiché dimora lassù;
egli
riempie Sion di diritto e di giustizia.
[6]C'è sicurezza nelle sue
leggi,
ricchezze salutari sono sapienza e scienza;
il timore di Dio è il
suo tesoro.
[7]Ecco gli araldi gridano di fuori,
i messaggeri di
pace piangono amaramente.
[8]Sono deserte le strade,
non c'è chi
passi per la via.
Egli ha violato l'alleanza,
ha respinto i testimoni,
non si è curato di alcuno.
[9]La terra è in lutto e piena di
squallore,
si scolora il Libano e intristisce;
la pianura di Saron è
simile a una steppa,
brulli sono il Basan e il Carmelo.
[10]«Ora
mi alzerò», dice il Signore,
«ora mi innalzerò, ora mi esalterò.
[11]Avete concepito fieno, partorirete paglia;
il mio soffio vi
divorerà come fuoco.
[12]I popoli saranno fornaci per calce,
spini tagliati da bruciare nel fuoco.
[13]Sentiranno i lontani
quanto ho fatto,
sapranno i vicini qual è la mia forza».
[14]Hanno paura in Sion i peccatori,
lo spavento si è impadronito
degli empi.
«Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante?
Chi di
noi può abitare tra fiamme perenni?».
[15]Chi cammina nella giustizia
e parla con lealtà,
chi rigetta un guadagno frutto di angherie,
scuote
le mani per non accettare regali,
si tura gli orecchi per non udire fatti di
sangue
e chiude gli occhi per non vedere il male:
[16]costui
abiterà in alto,
fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio,
gli sarà
dato il pane, avrà l'acqua assicurata.
Il ritorno a Gerusalemme
[17]I tuoi occhi vedranno un re nel suo
splendore,
contempleranno un paese sconfinato.
[18]Il tuo cuore
si chiederà nei suoi terrori:
«Dov'è colui che registra?
Dov'è colui che
pesa il denaro?
Dov'è colui che ispeziona le torri?».
[19]Non
vedrai più quel popolo straniero,
popolo dal linguaggio oscuro,
incomprensibile,
dalla lingua barbara che non si capisce.
[20]Guarda Sion,
la città delle nostre feste!
I tuoi occhi
vedranno Gerusalemme,
dimora tranquilla, tenda che non sarà più rimossa,
i suoi paletti non saranno divelti,
nessuna delle sue cordicelle sarà
strappata.
[21]Poiché se là c'è un potente,
noi abbiamo il
Signore,
al posto di fiumi e larghi canali;
non ci passerà nave a remi
né l'attraverserà naviglio più grosso.
[23a]Sono allentate le sue
corde,
[23b]non tengono più l'albero diritto,
[23c]non
spiegano più le vele.
[22]Poiché il Signore è nostro giudice,
il
Signore è nostro legislatore,
il Signore è nostro re;
egli ci salverà.
[23d]Allora anche i ciechi divideranno una preda enorme
[23e]gli zoppi faranno un ricco bottino.
[24]Nessuno degli
abitanti dirà:
«Io sono malato»;
il popolo che vi dimora
è stato
assolto dalle sue colpe.
Isaia - Capitolo 34
La condanna di Edom
[1]Avvicinatevi, popoli, per udire,
e
voi, nazioni, prestate ascolto;
ascolti la terra e quanti vi abitano,
il
mondo e quanto produce!
[2]Poiché il Signore è adirato contro tutti i
popoli
ed è sdegnato contro tutti i loro eserciti;
li ha votati allo
sterminio, li ha destinati al massacro.
[3]I loro uccisi sono gettati
via,
si diffonde il fetore dei loro cadaveri;
grondano i monti del loro
sangue.
[4]Tutta la milizia celeste si dissolve,
i cieli si
arrotolano come un libro,
tutti i loro astri cadono
come cade il pampino
della vite,
come le foglie avvizzite del fico.
[5]Poiché nel
cielo si è inebriata la spada del Signore,
ecco essa si abbatte su Edom,
su un popolo che egli ha votato allo sterminio per fare giustizia.
[6]La spada del Signore è piena di sangue,
è imbrattata di
grasso,
del sangue di agnelli e di capri,
delle viscere grasse dei
montoni,
perché si compie un sacrificio al Signore in Bozra,
una grande
ecatombe nel paese di Edom.
[7]Cadono bisonti insieme con essi,
giovenchi insieme con tori.
La loro terra si imbeve di sangue,
la
polvere si impingua di grasso.
[8]Poiché è il giorno della vendetta
del Signore,
l'anno della retribuzione per l'avversario di Sion.
[9]I torrenti di quel paese si cambieranno in pece,
la sua
polvere in zolfo,
la sua terra diventerà pece ardente.
[10]Non si
spegnerà né di giorno né di notte,
sempre salirà il suo fumo;
per tutte
le generazioni resterà deserta,
mai più alcuno vi passerà.
[11]Ne
prenderanno possesso il pellicano e il riccio,
il gufo e il corvo vi faranno
dimora.
Il Signore stenderà su di essa la corda della solitudine
e la
livella del vuoto.
[12]Non ci saranno più i suoi nobili,
non si
proclameranno più re,
tutti i suoi capi saranno ridotti a nulla.
[13]Nei suoi palazzi saliranno le spine,
ortiche e cardi sulle
sue fortezze;
diventerà una tana di sciacalli,
un recinto per gli
struzzi.
[14]Gatti selvatici si incontreranno con iene,
i satiri
si chiameranno l'un l'altro;
vi faranno sosta anche le civette
e vi
troveranno tranquilla dimora.
[15]Vi si anniderà il serpente
saettone, vi deporrà le uova,
le farà dischiudere e raccoglierà i piccoli
alla sua ombra;
vi si raduneranno anche gli sparvieri,
l'uno in cerca
dell'altro;
[16c]nessuno si farà attendere.
[16a]Cercate
nel libro del Signore e leggete:
nessuno di essi vi manca,
poiché la
bocca del Signore lo ha comandato
e il suo spirito li raduna.
[17]Egli ha distribuito loro la parte in sorte,
la sua mano ha
diviso loro il paese con tutta esattezza,
lo possederanno per sempre,
lo
abiteranno di generazione in generazione.
Isaia - Capitolo 35
Il trionfo di Gerusalemme
[1]Si rallegrino il deserto e la terra
arida,
esulti e fiorisca la steppa.
[2]Come fiore di narciso
fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del
Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saròn.
Essi vedranno la gloria del
Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
[3]Irrobustite le mani
fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
[4]Dite agli
smarriti di cuore:
«Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio,
giunge la
vendetta,
la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi».
[5]Allora
si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
[6]Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la
lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno
torrenti nella steppa.
[7]La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso si muterà in sorgenti d'acqua.
I luoghi dove si
sdraiavano gli sciacalli
diventeranno canneti e giuncaie.
[8]Ci
sarà una strada appianata
e la chiameranno Via santa;
nessun impuro la
percorrerà
e gli stolti non vi si aggireranno.
[9]Non ci sarà più
il leone,
nessuna bestia feroce la percorrerà,
vi cammineranno i
redenti.
[10]Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e
verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.
Isaia - Capitolo 36
APPENDICI
L'invasione di Sennacherib
[1]Nell'anno decimoquarto del re
Ezechia, Sennàcherib re di Assiria assalì e si impadronì di tutte le fortezze di
Giuda. [2]Il re di Assiria mandò poi da Lachis a Gerusalemme contro il re
Ezechia il gran coppiere con un grande esercito. Egli fece sosta presso il
canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio.
[3]Gli andarono incontro Eliakìm figlio di Chelkìa, il maggiordomo,
Sebnà lo scrivano e Ioach figlio di Asaf, l'archivista. [4]Il gran
coppiere disse loro: «Riferite a Ezechia: Così dice il grande re, il re di
Assiria: Che significa questa sicurezza che dimostri? [5]Pensi forse che
la semplice parola possa sostituire il consiglio e la forza nella guerra? Ora,
in chi confidi tu, che ti ribelli contro di me? [6]Ecco, tu confidi
nell'Egitto, in questo sostegno di canna spezzata che penetra la mano e la fora
a chi vi si appoggia; tale è il faraone re d'Egitto per chiunque confida in lui.
[7]Se mi dite: Noi confidiamo nel Signore nostro Dio, non è forse lo
stesso a cui Ezechia distrusse le alture e gli altari, ordinando alla gente di
Giuda e di Gerusalemme: Vi prostrerete solo davanti a questo altare?
[8]Or bene, fà una scommessa con il mio signore, il re di Assiria; io ti
darò duemila cavalli, se puoi procurarti cavalieri per essi. [9]Come
potresti far indietreggiare uno solo dei più piccoli sudditi del mio signore?
Eppure tu confidi nell'Egitto per i carri e i cavalieri! [10]Ora, è forse
contro il volere del Signore che io mi sono mosso contro questo paese per
distruggerlo? Il Signore mi ha detto: Muovi contro questo paese e distruggilo».
[11]Eliakìm, Sebnà e Ioach risposero al gran coppiere: «Parla ai tuoi
servi in aramaico, poiché noi lo comprendiamo; non parlare in ebraico alla
portata degli orecchi del popolo che è sulle mura». [12]Il gran coppiere
replicò: «Forse sono stato mandato al tuo signore e a te dal mio signore per
dire tali parole o non piuttosto agli uomini che stanno sulle mura, i quali
presto saranno ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina con
voi?».
[13]Il gran coppiere allora si alzò e gridò in ebraico: «Udite le
parole del gran re, del re di Assiria. [14]Dice il re: Non vi inganni
Ezechia, poiché egli non potrà salvarvi. [15]Ezechia non vi induca a
confidare nel Signore dicendo: Certo, il Signore ci libererà; questa città non
sarà messa nelle mani del re di Assiria. [16]Non date ascolto a Ezechia,
poiché così dice il re di Assiria: Fate la pace con me e arrendetevi; allora
ognuno potrà mangiare i frutti della propria vigna e del proprio fico e ognuno
potrà bere l'acqua della sua cisterna, [17]finché io non venga per
condurvi in un paese come il vostro, paese di frumento e di mosto, di pane e di
vigne. [18]Non vi illuda Ezechia dicendovi: Il Signore ci libererà. Gli
dei delle nazioni hanno forse liberato ognuno il proprio paese dalla mano del re
di Assiria? [19]Dove sono gli dei di Amat e di Arpad? Dove sono gli dei
di Sefarvàim? Hanno essi forse liberato Samaria dalla mia mano? [20]Quali
mai, fra tutti gli dei di quelle regioni, hanno liberato il loro paese dalla mia
mano? Potrà forse il Signore liberare Gerusalemme dalla mia mano?».
[21]Quelli tacquero e non gli risposero neppure una parola, perché
l'ordine del re era: «Non rispondetegli».
[22]Eliakìm figlio di Chelkìa, il maggiordomo, Sebnà lo scrivano e
Ioach figlio di Asaf, l'archivista, si presentarono a Ezechia con le vesti
stracciate e gli riferirono le parole del gran coppiere.
Isaia - Capitolo 37
[1]Quando udì, il re Ezechia si stracciò le vesti, si ricoprì di sacco
e andò nel tempio del Signore. [2]Quindi mandò Eliakìm il maggiordomo,
Sebnà lo scrivano e gli anziani dei sacerdoti ricoperti di sacco dal profeta
Isaia figlio di Amoz, [3]perché gli dicessero: «Così dice Ezechia: Giorno
di angoscia, di castigo e di vergogna è questo, perché i figli sono arrivati
fino al punto di nascere, ma manca la forza per partorire. [4]Spero che
il Signore tuo Dio, udite le parole del gran coppiere che il re di Assiria suo
signore ha mandato per insultare il Dio vivente lo voglia castigare per le
parole che il Signore tuo Dio ha udito. Innalza ora una preghiera per quel resto
che ancora rimane in vita».
[5]Così andarono i ministri del re Ezechia da Isaia. [6]Disse
loro Isaia: «Riferite al vostro padrone: Dice il Signore: Non temere per le
parole che hai udite e con le quali i ministri del re di Assiria mi hanno
ingiuriato. [7]Ecco io infonderò in lui uno spirito tale che egli, appena
udrà una notizia, ritornerà nel suo paese e nel suo paese io lo farò cadere di
spada».
Ritorno del gran coppiere
[8]Ritornato il gran coppiere, trovò il
re di Assiria che assaliva Libna. Egli, infatti, aveva udito che si era
allontanato da Lachis.
Secondo racconto dell'intervento di Sennàcherib
[9]Appena
Sennàcherib sentì dire riguardo a Tiràka, re di Etiopia: «E' uscito per muoverti
guerra»; inviò di nuovo messaggeri a Ezechia per dirgli: [10]«Direte così
a Ezechia, re di Giuda: Non ti illuda il tuo Dio, in cui confidi, dicendoti:
Gerusalemme non sarà consegnata nelle mani del re di Assiria; [11]ecco tu
sai quanto hanno fatto i re di Assiria in tutti i paesi che hanno votato alla
distruzione; soltanto tu ti salveresti? [12]Gli dei delle nazioni che i
miei padri hanno devastate hanno forse salvato quelli di Gozan, di Carran, di
Rezef e la gente di Eden in Telassàr? [13]Dove sono il re di Amat e il re
di Arpad e il re della città di Sefarvàim, di Enà e di Ivvà?».
[14]Ezechia prese la lettera dalla mano dei messaggeri, la lesse,
quindi salì al tempio del Signore. Ezechia, spiegato lo scritto davanti al
Signore, [15]lo pregò: [16]«Signore degli eserciti, Dio di
Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei Dio per tutti i regni della terra;
tu hai fatto i cieli e la terra. [17]Porgi, Signore, l'orecchio e
ascolta; apri, Signore, gli occhi e guarda; ascolta tutte le parole che
Sennàcherib ha mandato a dire per insultare il Dio vivente. [18]E' vero,
Signore, i re di Assiria hanno devastato tutte le nazioni e i loro territori;
[19]hanno gettato i loro dei nel fuoco; quelli però non erano dei, ma
solo lavoro delle mani d'uomo, legno e pietra; perciò li hanno distrutti.
[20]Ma ora, Signore nostro Dio, liberaci dalla sua mano perché sappiano
tutti i regni della terra che tu sei il Signore, il solo Dio».
Intervento di Isaia
[21]Allora Isaia, figlio di Amoz mandò a dire
a Ezechia: «Così dice il Signore, Dio di Israele: Ho udito quanto hai chiesto
nella tua preghiera riguardo a Sennàcherib re di Assiria. [22]Questa è la
sentenza che il Signore ha pronunciato contro di lui:
Ti disprezza, ti deride
la vergine figlia di Sion.
Dietro a te scuote
il capo
la figlia di Gerusalemme.
[23]Chi hai insultato e
schernito?
Contro chi hai alzato la voce
e hai elevato, superbo, gli
occhi tuoi?
Contro il Santo di Israele!
[24]Per mezzo dei tuoi
ministri hai insultato il Signore
e hai detto: «Con la moltitudine dei miei
carri
sono salito in cima ai monti,
sugli estremi gioghi del Libano,
ne ho reciso i cedri più alti,
i suoi cipressi migliori;
sono
penetrato nel suo angolo più remoto,
nella sua foresta lussureggiante.
[25]Io ho scavato e bevuto
acque straniere,
ho fatto
inaridire con la pianta dei miei piedi
tutti i torrenti dell'Egitto».
[26]Non l'hai forse sentito dire?
Da tempo ho preparato questo,
dai giorni antichi io l'ho progettato;
ora lo pongo in atto.
Era
deciso che tu riducessi in mucchi di rovine
le fortezze;
[27]i
loro abitanti impotenti
erano spaventati e confusi,
erano come l'erba
dei campi,
come tenera verzura,
come l'erba dei tetti,
bruciata dal
vento d'oriente.
[28]Io so quando ti alzi o ti metti a sedere,
io
ti conosco sia che tu esca sia che rientri.
[29]Poiché tu infuri
contro di me e la tua insolenza
è salita ai miei orecchi,
ti metterò il
mio anello nelle narici
e il mio morso alle labbra;
ti farò tornare per
la strada per cui sei venuto.
Il segno di Ezechia
[30]Questo ti serva da segno:
si mangerà
quest'anno ciò che nascerà dai semi caduti,
nell'anno prossimo quanto
crescerà da sé,
ma nel terzo anno seminerete e mieterete,
pianterete
vigne e ne mangerete il frutto.
[31]Ciò che scamperà della casa di
Giuda
continuerà a mettere radici in basso
e a fruttificare in alto.
[32]Poiché da Gerusalemme uscirà un resto,
dei superstiti dal
monte Sion.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Oracolo sull'Assiria
[33]Pertanto dice il Signore contro il re di
Assiria:
Non entrerà in questa città
né vi lancerà una freccia,
non
l'affronterà con gli scudi
né innalzerà contro di essa un terrapieno.
[34]Ritornerà per la strada per cui è venuto;
non entrerà in
questa città.
Oracolo del Signore:
[35]Io proteggerò questa città
e la salverò,
per riguardo a me stesso e al mio servo Davide.
Castigo di Sennàcherib
[36]Ora l'angelo del Signore scese e
percosse nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini. Quando i
superstiti si alzarono al mattino, ecco erano tutti cadaveri.
[37]Sennàcherib re di Assiria levò le tende e partì; tornato a
Ninive, rimase colà. [38]Ora, mentre egli era prostrato in venerazione
nel tempio di Nisrok suo dio, i suoi figli Adram-Mèlech e Zarèzer lo uccisero di
spada, mettendosi quindi al sicuro nel paese di Ararat.
Assarhàddon suo
figlio regnò al suo posto.
Isaia - Capitolo 38
Malattia e guarigione di Ezechia
[1]In quei giorni Ezechia si
ammalò gravemente.
Il profeta Isaia figlio di Amoz si recò da lui e gli parlò: «Dice il Signore:
Disponi riguardo alle cose della tua casa, perché morirai e non guarirai».
[2]Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore.
[3]Egli disse: «Signore, ricordati che ho passato la vita dinanzi a te
con fedeltà e con cuore sincero e ho compiuto ciò che era gradito ai tuoi
occhi». Ezechia pianse molto.
[4]Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia: [5]«Và e
riferisci a Ezechia: Dice il Signore Dio di Davide tuo padre: Ho ascoltato la
tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco io aggiungerò alla tua vita
quindici anni. [6]Libererò te e questa città dalla mano del re di
Assiria; proteggerò questa città. [7]Da parte del Signore questo ti sia
come segno che egli manterrà la promessa che ti ha fatto. [8]Ecco, io
faccio tornare indietro di dieci gradi l'ombra sulla meridiana, che è gia scesa
con il sole sull'orologio di Acaz».
E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso.
Cantico di Ezechia
[9]Cantico di Ezechia re di Giuda, quando
cadde malato e guarì dalla malattia.
[10]Io dicevo: «A metà della mia vita
me ne vado alle porte degli
inferi;
sono privato del resto dei miei anni».
[11]Dicevo: «Non
vedrò più il Signore
sulla terra dei viventi,
non vedrò più nessuno
fra gli abitanti di questo mondo.
[12]La mia tenda è stata
divelta e gettata lontano da me,
come una tenda di pastori.
Come un
tessitore hai arrotolato la mia vita,
mi recidi dall'ordito.
In un
giorno e una notte mi conduci alla fine».
[13]Io ho gridato fino al
mattino.
Come un leone, così egli stritola
tutte le mie ossa.
[14]Come una rondine io pigolo,
gemo come una colomba.
Sono
stanchi i miei occhi di guardare in alto.
Signore, io sono oppresso;
proteggimi.
[15]Che dirò? Sto in pena
poiché è lui che mi ha
fatto questo.
Il sonno si è allontanato da me
per l'amarezza dell'anima
mia.
[16]Signore, in te spera il mio cuore;
si ravvivi il mio
spirito.
Guariscimi e rendimi la vita.
[17]Ecco, la mia infermità
si è cambiata in salute!
Tu hai preservato la mia vita
dalla fossa della
distruzione,
perché ti sei gettato dietro le spalle
tutti i miei
peccati.
[18]Poiché non gli inferi ti lodano,
né la morte ti
canta inni;
quanti scendono nella fossa
non sperano nella tua fedeltà.
[19]Il vivente, il vivente ti rende grazie
come io oggi faccio.
Il padre farà conoscere ai figli
la tua fedeltà.
[20]Il
Signore si è degnato di aiutarmi;
per questo canteremo sulle cetre
tutti
i giorni della nostra vita,
canteremo nel tempio del Signore.
[21]Isaia disse: «Si prenda un impiastro di fichi e si applichi sulla
ferita, così guarirà». [22]Ezechia disse: «Qual è il segno per cui io
entrerò nel tempio?».
Isaia - Capitolo 39
Ambasciata babilonese
[1]In quel tempo Merodach-Bàladan figlio di
Bàladan, re di Babilonia, mandò lettere e doni a Ezechia, perché aveva udito che
era stato malato ed era guarito. [2]Ezechia se ne rallegrò e mostrò agli
inviati la stanza del tesoro, l'argento e l'oro, gli aromi e gli unguenti
preziosi, tutto il suo arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini; non ci
fu nulla che Ezechia non mostrasse loro nella reggia e in tutto il regno.
[3]Allora il profeta Isaia si presentò al re Ezechia e gli domandò:
«Che hanno detto quegli uomini e da dove sono venuti a te?». Ezechia rispose:
«Sono venuti a me da una regione lontana, da Babilonia». [4]Isaia disse
ancora: «Che hanno visto nella tua reggia?». Ezechia rispose: «Hanno visto
quanto si trova nella mia reggia, non c'è cosa alcuna nei miei magazzini che io
non abbia mostrata loro».
[5]Allora Isaia disse a Ezechia: «Ascolta la parola del Signore degli
eserciti: [6]Ecco, verranno giorni nei quali tutto ciò che si trova nella
tua reggia e ciò che hanno accumulato i tuoi antenati fino a oggi sarà portato a
Babilonia; non vi resterà nulla, dice il Signore. [7]Prenderanno i figli
che da te saranno usciti e che tu avrai generati, per farne eunuchi nella reggia
di Babilonia». [8]Ezechia disse a Isaia: «Buona è la parola del Signore,
che mi hai riferita». Egli pensava: «Per lo meno vi saranno pace e sicurezza nei
miei giorni».
Isaia - Capitolo 40
II. LIBRO DELLA CONSOLAZIONE DI ISRAELE
Annuncio della liberazione
[1]«Consolate, consolate il mio
popolo,
dice il vostro Dio.
[2]Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele
che è finita la sua schiavitù,
è stata scontata la sua
iniquità,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
doppio castigo per
tutti i suoi peccati».
[3]Una voce grida:
«Nel deserto preparate
la via al Signore,
appianate nella steppa
la strada per il nostro
Dio.
[4]Ogni valle sia colmata,
ogni monte e colle siano
abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello
scosceso in pianura.
[5]Allora si rivelerà la gloria del Signore
e ogni uomo la vedrà,
poiché la bocca del Signore ha parlato».
[6]Una voce dice: «Grida»
e io rispondo: «Che dovrò gridare?».
Ogni uomo è come l'erba
e tutta la sua gloria è come un fiore del campo.
[7]Secca l'erba, il fiore appassisce
quando il soffio del Signore
spira su di essi.
[8]Secca l'erba, appassisce il fiore,
ma la
parola del nostro Dio dura sempre.
Veramente il popolo è come l'erba.
[9]Sali su un alto monte,
tu che rechi liete notizie in Sion;
alza la voce con forza,
tu che rechi liete notizie in Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annunzia alle città di Giuda: «Ecco il vostro
Dio!
[10]Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
con il braccio
egli detiene il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e i suoi trofei
lo precedono.
[11]Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e
con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul seno
e conduce
pian piano le pecore madri».
La grandezza divina
[12]Chi ha misurato con il cavo della mano le
acque del mare
e ha calcolato l'estensione dei cieli con il palmo?
Chi
ha misurato con il moggio la polvere della terra,
ha pesato con la stadera
le montagne
e i colli con la bilancia?
[13]Chi ha diretto lo
spirito del Signore
e come suo consigliere gli ha dato suggerimenti?
[14]A chi ha chiesto consiglio, perché lo istruisse
e gli
insegnasse il sentiero della giustizia
e lo ammaestrasse nella scienza
e
gli rivelasse la via della prudenza?
[15]Ecco, le nazioni son come
una goccia da un secchio,
contano come il pulviscolo sulla bilancia;
ecco, le isole pesano quanto un granello di polvere.
[16]Il
Libano non basterebbe per accendere il rogo,
né le sue bestie per
l'olocausto.
[17]Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui,
come niente e vanità sono da lui ritenute.
[18]A chi potreste
paragonare Dio
e quale immagine mettergli a confronto?
[19]Il
fabbro fonde l'idolo,
l'orafo lo riveste di oro
e fonde catenelle
d'argento.
(41,6)Si aiutano l'un l'altro;
uno dice al compagno:
«Coraggio!».
Il fabbro incoraggia l'orafo;
(41,7)chi leviga con il
martello incoraggia chi batte l'incudine,
dicendo della saldatura: «Va bene»
e fissa l'idolo con chiodi perché non si muova.
[20]Chi ha poco
da offrire
sceglie un legno che non marcisce;
si cerca un artista abile,
perché gli faccia una statua che non si muova.
[21]Non lo sapete
forse? Non lo avete udito?
Non vi fu forse annunziato dal principio?
Non
avete capito
le fondamenta della terra?
[22]Egli siede sopra la
volta del mondo,
da dove gli abitanti sembrano cavallette.
Egli stende
il cielo come un velo,
lo spiega come una tenda dove abitare;
[23]egli riduce a nul